Dove vedere i ghiacciai delle Alpi senza essere alpinisti
L’ultimo tratto della ferrovia per lo Jungfraujoch corre dentro la montagna. Il viaggio termina a 3.454 metri e, pochi minuti dopo l’uscita dalla stazione, la vista si apre sul ghiacciaio dell’Aletsch. Non occorrono corda o ramponi per arrivare fin lì; servono però vestiti adatti, tempo per abituarsi alla quota e la disciplina più semplice di tutte: restare negli spazi predisposti.
È la caratteristica comune ai luoghi raccolti in questa guida. Treni e funivie permettono di vedere alcuni dei maggiori ghiacciai delle Alpi senza affrontare un itinerario alpinistico, ma le esperienze non sono equivalenti. Da un punto si osserva la lunga curva di una colata, da un altro la zona in cui più flussi si uniscono; altrove sono le morene, le rocce appena scoperte o la distanza crescente dalla fronte a spiegare che il ghiaccio non è una superficie immobile.
Prima di scegliere conviene distinguere tre cose: il mezzo che raggiunge la stazione, il tratto da percorrere a piedi e l’ambiente che comincia oltre le barriere. Una terrazza può essere accessibile a chi non pratica alpinismo; il ghiacciaio, invece, rimane terreno con crepacci, seracchi e ponti di neve. In tutti questi luoghi vale la stessa regola: non si esce dai percorsi predisposti per entrare sul ghiacciaio senza una guida e l’attrezzatura necessaria.
Jungfraujoch: vedere l’Aletsch dalla zona di alimentazione
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Lo Jungfraujoch offre la vista più ravvicinata sulla parte alta dell’Aletsch. Dalla stazione, la più elevata d’Europa, si raggiungono gli spazi panoramici seguendo percorsi interni e passaggi segnalati. Il Plateau dello Jungfraujoch si trova a 3.571 metri, a circa dieci minuti dalla ferrovia: da un lato guarda verso l’Altopiano svizzero, dall’altro verso il ghiacciaio dell’Aletsch e le cime che ne raccolgono neve e ghiaccio.
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La grande curva resa famosa dai belvedere vallesani non è il soggetto principale. Qui si vede l’inizio del sistema, là dove i bacini glaciali convergono prima di scendere verso Konkordiaplatz. È la scelta più adatta a chi vuole trovarsi subito accanto all’ambiente glaciale e preferisce una visita organizzata a una camminata. È anche una giornata costosa e ad altissima quota: la prenotazione dei trasporti, la visibilità e lo stato dei collegamenti vanno controllati sul sito ufficiale, mentre sul posto è prudente muoversi senza fretta.
Aletsch Arena: la curva completa e le linee scure nel ghiaccio
Sul versante opposto, l’Aletsch Arena permette di guardare il ghiacciaio di fronte. I quattro punti principali sono Hohfluh, Moosfluh, Bettmerhorn ed Eggishorn, distribuiti tra 2.227 e 2.869 metri. Non occorre raggiungerli tutti: cambiano la stazione di partenza, il collegamento e la porzione di ghiacciaio visibile. Moosfluh e Bettmerhorn mettono bene in evidenza la curva; Eggishorn apre una prospettiva più alta sull’intero sistema.
Da questi balconi si riconoscono le morene mediane, le strisce di detriti che si formano quando due colate si uniscono e i materiali trasportati lungo i loro margini finiscono al centro del nuovo flusso. Sui versanti compaiono inoltre rocce levigate e fasce prive di vegetazione che indicano quanto fosse più esteso il ghiaccio. Prima di partire conviene scegliere un solo belvedere in base agli impianti disponibili e agli eventuali tratti a piedi.
Gornergrat: il ghiacciaio del Monte Rosa visto dal treno
Da Zermatt la Gornergrat Bahn sale dai 1.604 metri del paese ai 3.089 metri della stazione superiore in circa 33 minuti. Il passaggio fra larici, pascoli e terreno roccioso è parte della giornata, soprattutto se si utilizza una fermata intermedia invece di percorrere la linea sempre da capolinea a capolinea. In alto, la piattaforma dietro il Kulmhotel guarda il Gornergletscher, la Dufourspitze e il resto del massiccio del Monte Rosa; il Cervino rimane molto visibile, ma non è l’unico motivo per salire.
Vicino alla stazione parte anche un anello panoramico di 15–20 minuti, indicato dal gestore come facile. È un’aggiunta sensata per chi vuole cambiare angolo senza intraprendere una vera escursione. Le discese verso Riffelberg o Riffelalp sono invece itinerari da valutare separatamente: la ferrovia riduce il dislivello, non rende facili il terreno, il meteo o il rientro. La guida su Gornergrat permette di collegare la visita alle diverse stazioni.
Matterhorn Glacier Paradise: il punto più alto della selezione
Il Matterhorn Glacier Paradise si raggiunge da Zermatt attraverso più tronchi di impianti. La piattaforma panoramica sul Piccolo Cervino arriva a 3.883 metri ed è indicata dal gestore come la più alta d’Europa. Il panorama comprende cime e superfici glaciali di Svizzera, Italia e Francia: nelle giornate limpide le tavole panoramiche aiutano a distinguere 14 ghiacciai e decine di vette oltre i quattromila metri.
È la soluzione per chi cerca la quota massima e una visione molto ampia, non per chi vuole seguire da vicino la forma di un singolo ghiacciaio. Proprio l’arrivo rapido può sorprendere: una scala percorsa in fretta pesa più che in paese e vento o freddo possono rendere breve la permanenza all’esterno. L’intera catena di impianti, l’ultima discesa e le condizioni della piattaforma vanno controllate prima dell’acquisto.
Diavolezza e Morteratsch: la stessa zona vista dall’alto e dal basso
La funivia della Diavolezza, in Engadina, termina a 2.978 metri davanti al gruppo del Bernina. Dalla terrazza sono visibili i ghiacciai del Pers e del Morteratsch, con il Piz Palü e il Piz Bernina a chiudere l’orizzonte. È uno dei punti in cui roccia, detriti e ghiaccio risultano più facili da separare con lo sguardo, perché le colate sono di fronte e non immediatamente sotto la stazione.
Il confronto diventa più interessante tornando nel fondovalle. Dal nodo ferroviario di Morteratsch parte il sentiero del Morteratsch, un itinerario didattico semplice lungo il quale cartelli e date mostrano le posizioni occupate in passato dalla fronte. Dalla Diavolezza il ghiacciaio appare come parte di un grande sistema; dal basso si misura invece la distanza fra il bosco, le morene e il ghiaccio attuale. Sono due mezze giornate che possono essere unite nello stesso soggiorno in Engadina, senza dover camminare sul ghiacciaio.
Hintertux: una terrazza glaciale nelle Alpi della Zillertal
Nel Tirolo, la terrazza panoramica di Hintertux si trova a 3.250 metri presso la stazione del Gletscherbus 3. Il viaggio parte dal fondo della Tuxertal e richiede più impianti; in alto la vista si apre sull’ambiente glaciale e sulle Alpi della Zillertal. È una scelta pratica per chi soggiorna in Austria e vuole raggiungere una quota elevata senza spostarsi verso i grandi comprensori svizzeri.
La parola “accessibile”, frequente nelle pagine promozionali, va interpretata con precisione. Significa che la piattaforma è servita dagli impianti, non che ogni cabina, ascensore e passaggio sia automaticamente adatto a qualunque esigenza motoria. Chi usa una sedia a rotelle, un passeggino o ha difficoltà di deambulazione deve chiedere conferma sull’intera catena per il giorno scelto. Le visite guidate dentro o sul ghiaccio sono attività separate e non vanno confuse con la permanenza sulla terrazza.
Stubai: il Top of Tyrol e una stagione estiva più breve
Il Top of Tyrol, sul ghiacciaio dello Stubai, è una piattaforma a 3.210 metri raggiunta dagli impianti del comprensorio. Nelle giornate limpide il panorama si estende dalle Alpi dello Stubai fino alle Dolomiti. Rispetto a Hintertux, che promuove un accesso più continuativo, la salita estiva dello Stubai segue normalmente un periodo operativo più limitato: è quindi indispensabile controllare che tutti i tronchi necessari siano aperti.
Anche qui il limite fra piattaforma e alta montagna è netto. I percorsi protetti nei pressi della stazione appartengono alla visita; le tracce che proseguono su neve, ghiaccio o terreno non segnalato richiedono un’altra preparazione. Il bollettino del gestore consente di verificare se la gita è possibile quel giorno.
Come scegliere il punto panoramico giusto
Jungfraujoch è il più diretto per entrare nella parte alta dell’Aletsch; i belvedere dell’Aletsch Arena sono migliori per comprenderne la curva e le morene. Gornergrat combina ghiacciaio, ferrovia e brevi passeggiate. Matterhorn Glacier Paradise punta sulla quota e sull’orizzonte molto ampio. Diavolezza è la scelta più completa se si aggiunge il sentiero del Morteratsch. Hintertux e Stubai sono le alternative austriache, con calendari e catene di impianti da verificare con particolare attenzione.
Qualunque sia la meta, prima del biglietto vengono webcam e stato degli impianti. Servono inoltre strati caldi, guanti, occhiali da sole e protezione solare anche in piena estate. Mal di testa, nausea o vertigini dopo una salita rapida non vanno ignorati: ci si ferma, si avvisa il personale e, in caso di mal di montagna acuto, si scende rapidamente, come indicano anche le raccomandazioni per lo Jungfraujoch. Un controllo di trenta secondi alla webcam evita infine una delle giornate più costose e meno memorabili delle Alpi: ore di viaggio per osservare da vicino l’interno di una nuvola.
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