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Lago delle Malghette
Fra Madonna di Campiglio e la Val di Sole, nel Trentino occidentale, il Lago delle Malghette si trova a circa 1890m slm, in una conca del gruppo montuoso della Presanella. Sotto le sue rive comincia la Val Meledrio, la valle boscosa che scende verso Dimaro, mentre dalla sponda opposta lo sguardo raggiunge le pareti delle Dolomiti di Brenta. È questo incontro fra acqua, foresta e montagne molto diverse a dare al paesaggio il suo aspetto più riconoscibile.
Per chi trascorre una vacanza a Madonna di Campiglio o in Val di Sole non esiste un solo modo di arrivare. Si può salire con la cabinovia fino a Pradalago e poi scendere a piedi, partire dal vicino passo di Campo Carlo Magno oppure raggiungere il lago dal versante di Malga Dimaro. La scelta del punto di partenza cambia pendenze, durata e organizzazione del rientro, perciò è utile conoscere bene le differenze prima di decidere.
Il cammino non termina semplicemente davanti a uno specchio d’acqua: sulla riva si trova un rifugio, il sentiero permette di osservare il lago da prospettive diverse e, per chi desidera continuare, dalla conca partono itinerari verso altri piccoli laghi della Presanella. Si può quindi dedicare alle Malghette una mezza giornata tranquilla oppure inserirle in un’escursione più lunga, lasciando comunque il tempo per fermarsi vicino all’acqua.

Il lago e il rifugio
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Il Lago delle Malghette è un bacino naturale di sbarramento e rientra fra i laghi più estesi del Parco Naturale Adamello Brenta. Riceve l’acqua dai bacini situati più in alto, fra i quali i Tre Laghi, il Lago Artuich e il Lago Scuro delle Malghette; dalla conca esce invece il rio che forma il torrente Meledrio, il corso d’acqua che attraversa la Val Meledrio e raggiunge Dimaro e il fiume Noce nel fondovalle della Val di Sole.
Guardando verso le pendici della Presanella si distinguono Monte Nambino, Cima Lasté e Cima Artuich, mentre sul lato orientale compaiono le Dolomiti di Brenta, più chiare e frastagliate. Quando il vento si ferma, le cime e il bosco entrano nel riflesso del lago; con il cielo coperto, invece, prevalgono il verde scuro delle conifere e il colore profondo dell’acqua. Larici e abeti arrivano molto vicino alle sponde e mantengono raccolto il paesaggio della conca.
Affacciato sulla riva con una terrazza sostenuta sopra l’acqua, il Rifugio Lago Malghette risale all’inizio del Novecento ed è diventato una delle immagini più conosciute del luogo. Dopo il sentiero ci si può fermare per mangiare e sono disponibili pochi posti letto; il servizio è stagionale e il gestore conferma direttamente date di apertura, ristorazione e disponibilità per il pernottamento.
Da Pradalago
La cabinovia Pradalago parte da Madonna di Campiglio e raggiunge l’area panoramica omonima sopra i 2000m slm. All’arrivo si trovano il piccolo Lago di Pradalago e il Rifugio Viviani, affacciato sul versante occidentale delle Dolomiti di Brenta; da qui si imbocca il sentiero 265 diretto al Lago delle Malghette.
Il tracciato lascia i pascoli aperti, attraversa una fascia di mughi e larici e scende verso la conca. La passeggiata ufficiale da Pradalago richiede circa 45-60 minuti fino al lago. La discesa dell’andata diventa però salita al ritorno: chi intende riprendere la stessa cabinovia deve conservare energie e arrivare alla stazione prima dell’ultima corsa. Il fondo può essere irregolare e, dopo la pioggia, fangoso o scivoloso, ragione per cui sono indicate scarpe da montagna con una buona suola.
Orari di apertura, ultima corsa e tariffe cambiano nel corso della stagione e sono pubblicati sulle pagine ufficiali degli impianti di Madonna di Campiglio. Nella traversata verso Campo Carlo Magno la cabinovia viene utilizzata soltanto per salire a Pradalago; tornando alla stessa stazione, invece, bisogna calcolare la risalita a piedi dal lago e il tempo per prendere l’impianto prima della chiusura.
La traversata completa da Pradalago a Campo Carlo Magno passa per il Lago delle Malghette e Malga Zeledria, una malga con ristoro sui prati sopra il passo: misura 9,1 km e richiede circa 3 ore e 20 minuti secondo la scheda dell’operatore ufficiale. Evita di ripetere lo stesso sentiero, ma termina sulla strada del passo; il collegamento per rientrare a Madonna di Campiglio va quindi organizzato prima di partire.
Da Campo Carlo Magno
Campo Carlo Magno è il passo stradale poco a nord di Madonna di Campiglio, lungo la strada che prosegue verso Dimaro e la Val di Sole. Dal valico si entra nei boschi della Val Meledrio e si può salire al lago senza utilizzare gli impianti, seguendo i sentieri che passano nell’area di Palù della Fava, una zona umida fra gli alberi, e di Malga Vigo, un alpeggio situato poco sotto la conca.
Dai prati sopra il passo, a 1767m slm, Malga Zeledria offre uno degli accessi più chiari: si raggiunge lungo una strada secondaria e dal parcheggio si segue dapprima la forestale in direzione di Pradalago, poi si devia verso Palù della Fava e si continua sul sentiero 201. Superata Malga Vigo, l’ultimo tratto fino al rifugio richiede circa quindici minuti.
Secondo il punto esatto dal quale si comincia a camminare, da Campo Carlo Magno o da Malga Zeledria occorrono circa un’ora o un’ora e mezza per arrivare al lago. La scheda ufficiale dell’itinerario da Malga Zeledria permette di controllare il tracciato prima della partenza; accesso alla strada, disponibilità dei parcheggi e condizioni del sentiero possono variare durante l’estate.
Il bosco rende questo percorso più ombreggiato rispetto ai pascoli di Pradalago, ma sul terreno si incontrano radici, pietre, gradoni e punti umidi. Tornando lungo la stessa via non si dipende dall’orario di una cabinovia e si può prolungare la sosta sulla riva, purché si consideri anche il tempo necessario per la discesa.
Da Malga Dimaro
Sul versante della Val di Sole, Malga Dimaro si trova a 1647m slm nei boschi sopra Folgarida, la località turistica che domina il fondovalle di Dimaro. La malga è raggiungibile dalla strada che collega Folgarida a Campo Carlo Magno e dispone di un parcheggio nelle vicinanze; trattandosi di una viabilità secondaria di montagna, è comunque prudente verificare eventuali limitazioni o modifiche stagionali.
La scheda ufficiale da Malga Dimaro descrive un percorso di 7,5 km, circa 2 ore e 35 minuti, con 301m di salita e 243m di discesa. Il sentiero 265 entra nel bosco, passa nell’area di Malga Vigo e arriva al rifugio; il ritorno completa l’anello sull’altra sponda del lago. La fonte lo classifica facile, ma specifica che il passeggino non è adatto e raccomanda scarponcini per un fondo che può essere sconnesso, irregolare o bagnato.
La camminata rimane a lungo fra gli alberi e lascia apparire le Dolomiti di Brenta poco alla volta, diversamente dall’arrivo più aperto da Pradalago. Prima o dopo l’escursione ci si può fermare a Malga Dimaro, dove durante la stagione si incontrano gli animali dell’alpeggio e si producono formaggi acquistabili direttamente quando la struttura è aperta.
Il giro del lago
Una volta raggiunta la riva, vale la pena continuare lungo il giro del lago, di circa 1,3 km, che alterna tratti vicini all’acqua e passaggi su terreno irregolare. Dal lato del rifugio lo sguardo abbraccia subito la conca; entrando fra gli alberi, invece, l’acqua compare fra i tronchi e il rifugio resta sul lato opposto, con le Dolomiti di Brenta alle spalle.
Nei punti in cui il sentiero si allontana dalla sponda si cammina su pietre e fondo sconnesso, perciò servono calzature adatte e il percorso non è percorribile con il passeggino. Fra gli alberi si trovano angoli più tranquilli rispetto alla zona immediatamente davanti al rifugio.
Sulle rive ci si può fermare per mangiare al sacco, leggere o aspettare che il vento cali e tornino i riflessi. Nelle ore centrali di luglio e agosto la zona del rifugio può essere frequentata; arrivando al mattino o trattenendosi mentre gli escursionisti iniziano il rientro, il rumore del bosco e dell’acqua torna a prevalere.
Con i bambini
Per una famiglia la scelta dell’itinerario conta più di una definizione generica di difficoltà. La scheda ufficiale da Malga Zeledria consiglia il percorso dagli otto anni, mentre l’arrivo da Pradalago viene scelto anche con bambini che camminano già con sicurezza. In questo secondo caso bisogna ricordare che la discesa verso il lago diventa salita quando si torna all’impianto.
Una buona alternativa consiste nel partire da Pradalago e scendere fino a Campo Carlo Magno attraverso il lago e Malga Zeledria, a condizione di avere già organizzato il collegamento finale. Salire dal passo e rientrare lungo lo stesso sentiero elimina invece il vincolo dell’ultima corsa e consente di decidere sul posto quanto tempo fermarsi.
Nessuno degli accessi descritti né il giro completo delle rive è adatto al passeggino. Radici, fango, pietre, passerelle e pendenze cambiano lungo il percorso. Anche in estate conviene avere scarpe con suola scolpita, uno strato caldo e una giacca impermeabile da montagna, perché la conca si trova quasi a 1900m slm e un temporale può rendere rapidamente più freddi e scivolosi i sentieri.
Il Sentiero dei Pastori
Dal lato della Val di Sole esiste anche il Sentiero dei Pastori, chiamato così perché ripercorre una via utilizzata per condurre il bestiame dalle malghe all’acqua. La partenza indicata si trova a Malga Panciana, sopra la località di Marilleva 1400, e si raggiunge con la cabinovia Copai-Panciana. Un secondo accesso comincia dall’Alpe Daolasa, la zona in quota raggiunta dalla cabinovia che parte da Commezzadura, paese del fondovalle della Val di Sole.
La scheda ufficiale del Sentiero dei Pastori indica un anello di 4,6 km, circa un’ora e 40 minuti, con 173m di salita e 161m di discesa. Il tracciato attraversa prati e boschi di abeti e larici, utilizzando alcune passerelle per superare i piccoli corsi d’acqua che scendono dal Monte Vigo, la montagna che si alza sul lato settentrionale del lago. Anche questo percorso non è adatto ai passeggini.
Dall’Alpe Daolasa è stato inoltre studiato un tratto rivolto a persone con disabilità visiva, nel quale profumi, suoni e caratteristiche del bosco diventano parte dell’esperienza. L’indicazione riguarda quello specifico accesso e non certifica l’accessibilità dell’intero anello; l’Azienda per il Turismo della Val di Sole può indicare il tratto interessato e gli impianti necessari per raggiungerlo.
Verso i Tre Laghi
Sopra il Lago delle Malghette si apre un settore più alto della Presanella, dove il bosco lascia spazio a conche rocciose e piccoli bacini. Il nome Tre Laghi identifica un gruppo di tre specchi d’acqua; nello stesso ambiente si trovano anche il Lago Alto, il Lago Scuro delle Malghette e il Lago Artuich, le cui acque contribuiscono ad alimentare il lago principale.
I sentieri che salgono dalla riva verso questi bacini appartengono a un’escursione diversa dalla semplice visita al rifugio. Aumentano il tempo trascorso in quota e richiedono cartografia aggiornata, attrezzatura e condizioni meteorologiche adatte; l’itinerario completo e il rientro vanno preparati su una fonte escursionistica ufficiale, non decisi soltanto davanti ai cartelli incontrati al lago.
Un’altra direzione conduce al Rifugio Orso Bruno, struttura in quota sul versante del Monte Vigo, vicino agli impianti che collegano Folgarida, Marilleva e Pradalago. Anche questo proseguimento è un itinerario escursionistico autonomo: apertura del rifugio, percorso e rientro vanno valutati prima della partenza.
Pescare nel lago
Nelle acque del Lago delle Malghette, gestite dall’Associazione Pescatori Sportivi Solandri, per pescare servono licenza o abilitazione e un permesso valido, oltre al rispetto del regolamento corrente, che stabilisce periodo, zone consentite, tecniche ed esche ammesse.
Il portale ufficiale della pesca in Val di Sole pubblica il regolamento della stagione, da consultare prima di portare l’attrezzatura. Sul posto le tabelle delimitano i tratti nei quali l’attività è consentita e il passaggio lungo il sentiero deve rimanere libero.
Come arrivare
Con i mezzi pubblici si può raggiungere Madonna di Campiglio tramite gli autobus che percorrono la Val Rendena e la Val di Sole. Chi sceglie Pradalago scende in paese e raggiunge a piedi la stazione della cabinovia; per partire da Campo Carlo Magno bisogna invece cercare una corsa con fermata al passo e controllare anche il collegamento di ritorno.
Il versante della Val di Sole offre una seconda possibilità: il treno della linea Trento-Malé ferma a Daolasa, nel comune di Commezzadura, accanto alla cabinovia Daolasa-Val Mastellina. Per il Sentiero dei Pastori si può utilizzare anche il collegamento in autobus verso Marilleva 1400 e poi la cabinovia Copai-Panciana. Se il rientro avviene da una località diversa dalla partenza, serve una coincidenza disponibile fra impianti, autobus e treno.
In auto, Campo Carlo Magno si raggiunge lungo la strada fra Dimaro e Madonna di Campiglio. Dal passo si prosegue esclusivamente sugli accessi consentiti verso le aree di partenza; parcheggi e viabilità secondaria possono essere regolati durante la stagione. Lasciare l’auto al passo permette di salire e scendere a piedi, mentre dalla località di Madonna di Campiglio si utilizza più facilmente la cabinovia Pradalago.
Quando andare
Da giugno a settembre il lago viene raggiunto con maggiore continuità e, nel pieno dell’estate, rifugio e impianti offrono in genere i servizi più regolari. All’inizio della stagione il terreno può essere ancora molto umido e nei settori più alti possono rimanere residui di neve; luglio e agosto sono i mesi più frequentati, mentre settembre porta giornate più fresche e i primi cambiamenti di colore nei larici.
Nebbia, temporali, pioggia recente e vento modificano sia la visibilità sia l’aderenza del terreno, oltre a poter influire sul funzionamento delle cabinovie. Negli itinerari che terminano lontano dal punto di partenza, meteo, orari degli impianti e collegamenti per il rientro devono essere compatibili fra loro.
Durante l’inverno la conca può essere innevata e il lago ghiacciato, e i tracciati descritti per l’estate non sono un riferimento sufficiente sulla neve. Per ciaspole o itinerari invernali servono percorsi ufficialmente indicati, informazioni nivologiche e competenze adeguate; la superficie ghiacciata del lago non va attraversata in assenza di indicazioni specifiche.
Cosa vedere nei dintorni
Dall’arrivo della cabinovia Pradalago si osserva Madonna di Campiglio dall’alto e si cammina già in quota sul versante della Presanella. Campo Carlo Magno, invece, segna il passaggio fra la Val Rendena, dove si trova Madonna di Campiglio, e la Val di Sole, la valle attraversata dal fiume Noce, e permette di entrare nei boschi della Val Meledrio.
Chi desidera visitare un altro specchio d’acqua nei dintorni può raggiungere il Lago Nambino, raccolto in una diversa conca della Presanella e anch’esso accompagnato da un rifugio sulla riva. Sul versante opposto di Madonna di Campiglio, le Cascate di Vallesinella mostrano invece il paesaggio delle Dolomiti di Brenta attraverso un percorso nel bosco fra diversi salti d’acqua.
Dimaro e Commezzadura sono due buone tappe per conoscere anche il fondovalle della Val di Sole, percorso dalla ciclabile e dal fiume Noce. Partendo da questo lato, la giornata al Lago delle Malghette diventa un modo per salire dal fondovalle verso la Presanella e affacciarsi sulle Dolomiti di Brenta, senza dover cambiare zona durante la vacanza.
Dove dormire
Poiché ogni accesso parte da un versante diverso, la scelta della base dipende dal modo in cui si vuole raggiungere il lago: per la cabinovia Pradalago conviene Madonna di Campiglio, mentre Malga Dimaro e il Sentiero dei Pastori sono più vicini alle località della Val di Sole. Campo Carlo Magno rimane nel mezzo e può essere raggiunto da entrambi i versanti.
Madonna di Campiglio è la scelta più immediata per la cabinovia Pradalago e permette di abbinare il Lago delle Malghette alle Cascate di Vallesinella, agli impianti panoramici e ai sentieri delle Dolomiti di Brenta. È adatta a una vacanza nella quale il lago occupa una giornata o una mezza giornata, senza rinunciare ai servizi della località.
Per gli accessi orientali, Folgarida e Dimaro sono le basi più vicine in Val di Sole: la prima si trova sul versante boscoso e dispone di impianti verso Monte Vigo, mentre Dimaro è nel fondovalle, vicino alla ferrovia e alla ciclabile, lungo la strada che sale a Campo Carlo Magno. Da entrambe si può organizzare l’accesso di Malga Dimaro o raggiungere il passo.
Per percorrere il Sentiero dei Pastori, Commezzadura e Marilleva permettono di avvicinarsi alle due partenze descritte: a Daolasa, nel comune di Commezzadura, la stazione ferroviaria è accanto alla cabinovia, mentre Marilleva 1400 permette di salire verso Malga Panciana. Soggiornando in una di queste località si possono alternare la giornata al Lago delle Malghette e le altre escursioni della Val di Sole.
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