Sei valli alpine da percorrere tra malghe, masi, boschi e paesi
In alcune valli alpine la strada si restringe fino a un parcheggio; in altre continua, ma conviene lasciarla per un sentiero tra prati, masi e malghe. Lungo il cammino compaiono recinti spostati durante l’estate, canalette per l’acqua, cataste di legna, strade forestali e piccoli edifici costruiti per conservare latte e fieno. Sono luoghi belli perché ancora usati, non scenografie rimaste intatte per caso.
Le sei valli di questa selezione mostrano lavori e insediamenti diversi, ma soprattutto si visitano in modi diversi: con una camminata didattica tra alpeggi, un lungo giro di malghe, la salita a nuclei Walser raggiungibili soltanto a piedi, un circuito tra aziende agricole o un soggiorno distribuito tra più paesi. Per apprezzarle serve sapere dove lasciare l’auto, quanto camminare e quando una strada è prima di tutto un luogo di lavoro.
Val di Fosse: cinque chilometri per seguire il lavoro degli alpeggi
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La Val di Fosse, laterale della Val Senales, entra nel Parco naturale Gruppo di Tessa. La strada stretta termina al Vorderkaser, a circa 1.690 metri. Da qui parte l’Almerlebnisweg, un itinerario semplice che raggiunge l’Eishof attraversando Mitterkaser e Rableid. Sono cinque chilometri per tratta, in salita moderata: abbastanza per una giornata tranquilla, ma non così pochi da dimenticare che il ritorno raddoppia la distanza.
Le stazioni del percorso spiegano la caseificazione, la trasformazione del latte in burro e la storia degli alpeggi senza isolare questi temi dal luogo. Al Mitterkaser si incontra anche un waal restaurato, una piccola roggia che mostra quanto lavoro servisse per condurre l’acqua dove era necessaria. Gli edifici non stanno tutti alla stessa quota: il cammino li raggiunge uno dopo l’altro e rende leggibile la progressione verso i pascoli più interni.
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È la valle più adatta a famiglie con bambini abituati a camminare e a chi desidera informazioni chiare lungo il percorso. Prima di imboccare la strada del Vorderkaser conviene verificarne accesso e parcheggio sui canali del parco: i pochi minuti risparmiati partendo più avanti non meritano una manovra creativa su una carreggiata agricola.
Val Visdende: una conca ampia, un giro di malghe da non sottovalutare
Tra Santo Stefano di Cadore e Sappada, la Val Visdende si apre in una conca di prati e boschi. Il fondovalle è punteggiato da piccoli nuclei; più in alto, una rete di strade forestali collega le malghe. Nella piana di Val Carnia un breve percorso raggiunge alcuni abeti rossi monumentali: i più grandi superano i 50 metri di altezza e i tre metri di circonferenza, con età stimate fino a 216 anni. Sono una misura concreta del tempo necessario a formare il bosco che la valle continua a gestire.
Il nome più invitante è Giro delle Malghe, ma non indica una passeggiata dopo pranzo. Il percorso completo sul segnavia 170 tocca Dignas, Campobon, Cecido, Manzon, Chiastelin, Antola e Chivion, con 650 metri di dislivello e sei ore di cammino. Chi non vuole dedicargli l’intera giornata può scegliere un solo tratto dalla piana, raggiungere una malga e tornare sulla stessa via.
Questa possibilità di accorciare è importante: permette di osservare pascoli, bosco e strutture d’alpeggio senza trasformare una curiosità in un itinerario troppo lungo. Prima di partire conviene controllare la mappa locale, che distingue parcheggi, strade e sentieri. La sosta è consentita nelle aree indicate; fuori da quelle, il prato libero che sembra perfetto per lasciare l’auto continua ad avere un proprietario e una funzione.
Val di Sadole: il Lagorai tra malga, bosco e memoria
La Val di Sadole sale da Ziano di Fiemme verso il Lagorai. Qui non ci sono le pareti chiare delle Dolomiti vicine: domina il porfido, con boschi fitti nella parte bassa e dorsali più scure in alto. La strada raggiunge l’area di Malga Sadole; per la Baita Monte Cauriol l’ultimo chilometro si percorre a piedi, su una sterrata che richiede all’incirca venti minuti.
In poco spazio si incontrano due funzioni diverse. La Malga Sadole propone ristoro e prodotti di malga; la baita espone una raccolta di reperti della Prima guerra mondiale rinvenuti nella valle. Da qui partono itinerari verso Cauriol, Cardinal e Busa Alta, che non vanno però confusi con la facile camminata di accesso: salire alle cime significa affrontare una vera escursione e scegliere il percorso su una carta aggiornata.
Sulle strade si possono incontrare mezzi agricoli e forestali, anche impegnati nel trasporto del legname. Quando arriva un mezzo, ci si ferma sul margine e lo si lascia passare; quel tempo va messo nel programma. È la proposta migliore per chi vuole iniziare con una passeggiata corta e decidere sul posto se fermarsi tra malga e baita oppure dedicare più ore ai sentieri.
Val d’Otro: i villaggi Walser arrivano dopo la salita
La Val d’Otro non si visita dal finestrino. Dal centro di Alagna Valsesia il sentiero 203 sale nel bosco, supera terrazzamenti e radure e raggiunge la conca in circa un’ora e mezza. Il dislivello fino ai primi nuclei è vicino ai 500 metri: la mulattiera è evidente, ma la pendenza rende scarpe adatte e un passo regolare molto più utili di qualunque definizione di “facile”.
All’uscita dal bosco compaiono case in pietra e larice, la chiesa della Madonna della Neve e frazioni dai nomi Walser rimasti nell’uso: Follu, Fum Tschukke, Dorf, Zar Skorpiu. A Dorf le facciate principali guardano a sud e rimane un forno comunitario; lungo il percorso, muri e vecchi terrazzamenti mostrano come si ottenessero superfici coltivabili su un versante ripido. Non serve trasformare ogni edificio in un simbolo: basta osservare porte, legnaie, forni e campi.
Il percorso permette di proseguire ad anello tra altri nuclei, ma l’andata e ritorno fino alla conca è già una giornata completa per molti camminatori. Gli edifici sono case, aziende e strutture ricettive: fotografarli dalla via pubblica è diverso dall’entrare in cortili e prati come se fossero un museo senza porte.
Val di Fundres: un anello tra masi, campi e torrente
La Val di Fundres si dirama dalla Val Pusteria nei pressi di Vandoies. Per capire la distribuzione degli insediamenti non serve salire subito agli alpeggi più alti. Il Pfunderer Höfeweg parte dal campo sportivo di Fundres e compie un circuito di circa 5,9 chilometri tra bosco, prati e aziende agricole.
Il percorso passa dal Parthof vicino alla chiesa, sale sul versante in ombra verso un punto panoramico sopra il Pichlerhof, costeggia il torrente e rientra passando per Obergasserhof e Wieserhof. Il circuito non separa i masi dal resto del paese: si vedono la distanza dalla strada, la posizione dei campi, l’acqua e i collegamenti tra le due sponde. Il tempo ufficiale è di circa tre ore e mezza e lascia margine per fermarsi ai pannelli.
È l’opzione più compatta per chi vuole dedicare mezza giornata a capire come i masi si distribuiscono fra versanti, prati e paese, senza dipendere dall’apertura di una malga o da un impianto. Per confrontare questo paesaggio con un’altra laterale della Val Pusteria, la guida alla Val di Valles conduce invece verso il piccolo villaggio d’alpeggio di Fane.
Val Müstair: più paesi, agricoltura biologica e una valle da attraversare lentamente
La Val Müstair, all’estremità orientale della Svizzera, è diversa dalle altre cinque: possiede una strada di attraversamento e diversi paesi, da Tschierv a Müstair. Ha quindi più senso sceglierla come base per due o tre giorni che tentare di ridurla a un solo sentiero. I collegamenti del PostAuto permettono di camminare tra località diverse senza dover rientrare sempre alla stessa automobile.
La valle appartiene alla Biosfera UNESCO Engiadina Val Müstair. L’agricoltura non è un tema aggiunto per i visitatori: alla Chascharia di Müstair confluisce il latte biologico di dodici aziende, mentre uno spazio visitatori spiega come vengono prodotti formaggi, pane e salumi locali. La filiera certificata comprende anche carne, cereali, miele ed erbe; per ottenere il marchio del parco, almeno l’80 per cento degli ingredienti deve provenire dalla regione e due terzi del valore devono essere generati al suo interno.
Una buona giornata può unire un tratto a piedi, una visita in paese e il ritorno in autobus; due giorni consentono di aggiungere il monastero di San Giovanni e un alpeggio senza correre. È la scelta più completa per chi vuole costruire un piccolo viaggio fra aziende agricole, paesi e monastero, non una sola escursione.
La valle giusta dipende dal tempo che si vuole darle
Val di Fosse e Val di Fundres hanno percorsi già costruiti per collegare cammino e attività agricole. Val Visdende richiede una scelta onesta tra una singola malga e il lungo giro completo. Sadole permette una prima passeggiata breve, con itinerari più impegnativi intorno; Otro ripaga la salita con i nuclei Walser; Val Müstair funziona meglio come piccolo viaggio tra più paesi.
In tutte, le regole più utili sono elementari: richiudere i cancelli, rispettare le disposizioni locali per i cani, non attraversare prati da sfalcio e lasciare spazio a mandrie e mezzi di lavoro. Nessuna valle garantisce che ogni malga sia aperta o che ogni strada sia a disposizione dei visitatori. Se passa un trattore carico di fieno, ci si sposta sul margine e si aspetta: la strada deve servire prima di tutto a chi lavora lì.
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Voto Sei valli alpine da percorrere tra malghe, masi, boschi e paesi in estate
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