Alpi svizzere dall’alto: funivie e trenini per raggiungere i panorami più belli

Alpi svizzere dall’alto: funivie e trenini per raggiungere i panorami più belli

Sul Pilatus un treno affronta pendenze che arrivano al 48 per cento. Sullo Stanserhorn si può uscire sul piano superiore aperto di una funivia. Al Gornergrat, invece, la parte più interessante può essere decidere di scendere prima del capolinea e continuare a piedi. Sono tutte “salite panoramiche”, ma chiedono tempi, budget e giornate molto diversi.

La vista conta, naturalmente. Conta però anche il viaggio che la precede: rotaie a cremagliera, tunnel scavati nell’Eiger, battelli che arrivano alla stazione, cabine che collegano in pochi minuti quote lontanissime. Sono salite facili da inserire anche in un viaggio in treno tra Svizzera e Austria e permettono di scegliere che cosa osservare dall’alto, come arrivarci e che cosa fare dopo aver lasciato il mezzo.


Gornergrat: il treno che invita a non arrivare subito

La Gornergrat Bahn parte da Zermatt e raggiunge i 3.089 metri del Gornergrat in circa 33 minuti. Il capolinea offre una vista molto ampia sul gruppo del Monte Rosa, sul Cervino e sul Gornergletscher. Limitarsi alla corsa diretta, però, significa usare la ferrovia come un ascensore e rinunciare a una delle sue qualità migliori: le fermate lungo la montagna.

Riffelalp e Riffelberg aprono l’accesso a passeggiate tra bosco rado e pascoli; da Rotenboden bastano circa dieci minuti per il Riffelsee. Si può quindi salire fino in cima, scendere a una stazione intermedia e completare una parte del ritorno a piedi, scegliendo il tratto in base alle proprie capacità. Lungo la discesa cambiano insieme panorama e terreno: prima ghiacciai e creste, poi laghi, erba e larici.

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È la salita più adatta a chi desidera combinare un grande belvedere con un’escursione modulabile. Prima di partire conviene controllare orari, ultima corsa e stato dei sentieri. L’ultima discesa non aspetta chi ha calcolato il rientro guardando soltanto i chilometri sulla mappa.

Jungfraujoch: una catena di collegamenti fino a 3.454 metri

Raggiungere lo Jungfraujoch non significa prendere un solo treno. Una delle combinazioni più rapide passa da Grindelwald Terminal: l’Eiger Express sale all’Eigergletscher, dove si cambia sulla Jungfraubahn. Da qui la ferrovia entra nell’Eiger e termina nella stazione a 3.454 metri, la più alta d’Europa. Il viaggio è una successione di coincidenze ben organizzate, ma resta utile capire la sequenza prima di acquistare il biglietto.

All’arrivo si può uscire sul Plateau, osservare l’Aletsch dall’alto e muoversi tra gli spazi del complesso. L’ambiente è organizzato per i visitatori, ma gli effetti dell’altitudine restano possibili anche quando si sale comodamente. Camminare lentamente, bere e non ignorare mal di testa, nausea o capogiri sono precauzioni semplici. Chi soffre la quota o vuole una giornata prevalentemente a piedi può trovare più equilibrato il Gornergrat o la Rigi.

Questa è in genere una delle proposte più costose della selezione e una delle più dipendenti dalla visibilità. Prima di acquistare occorre controllare collegamenti, disponibilità, webcam e condizioni. La verifica non garantisce il cielo sereno, ma chiarisce se visibilità e collegamenti giustificano l’acquisto quel giorno.

Pilatus: la pendenza si vede anche dal sedile

Da Alpnachstad sale la ferrovia a cremagliera del Pilatus, entrata in servizio nel 1889. Nel tratto più ripido raggiunge una pendenza del 48 per cento: guardando fuori dal finestrino, il prato sembra sollevarsi quasi alla stessa velocità del treno. La sensazione non è un effetto scenografico. Per impedire che la ruota dentata possa uscire dalla cremagliera su pendenze tanto forti, il sistema Locher usa ruote orizzontali che ingranano sui due lati di una rotaia centrale.

La salita dura meno di mezz’ora e termina a Pilatus Kulm, sopra il Lago dei Quattro Cantoni. Chi vuole fare del viaggio la parte centrale della giornata può scegliere il Golden Round Trip: battello da Lucerna ad Alpnachstad, cremagliera fino alla cima, discesa dal lato di Kriens con funivia e cabinovia, quindi autobus per rientrare in città. Va letto come un circuito di trasporti, non come un’escursione: le passeggiate in quota sono un’aggiunta e richiedono tempo a parte.

Il Pilatus è la scelta più interessante per chi ama capire come funziona una ferrovia oltre che guardare il panorama. Nelle giornate affollate è saggio lasciare margine tra battello, treno e discesa: una coincidenza troppo stretta trasforma rapidamente il giro più elegante della selezione in una gara tra pontili.

Rigi: salire dal lago e scegliere la propria discesa

La Rigi raggiunge quote inferiori rispetto a Jungfraujoch e Schilthorn, ma offre una giornata più flessibile. La linea da Vitznau nacque nel 1871 come prima ferrovia di montagna d’Europa; oggi arriva a Rigi Kulm in circa mezz’ora. Un secondo accesso ferroviario sale da Arth-Goldau, mentre funivie e fermate intermedie permettono molte combinazioni.

Da Lucerna si può iniziare con il battello fino a Vitznau, passare direttamente al treno e scendere da un altro versante. È un passaggio graduale: prima le rive e i paesi osservati dall’acqua, poi i prati, infine la vista sui laghi dall’alto. Tra Rigi Kaltbad, Staffel e Kulm si trovano sentieri di lunghezza diversa, perciò non è necessario scegliere tra “tutto in treno” e una lunga escursione.

È una buona soluzione per famiglie, appassionati di storia ferroviaria e persone che preferiscono evitare l’alta quota estrema. La rete è però abbastanza articolata da rendere utile una decisione anticipata sul punto di discesa. La mappa delle Rigi Bahnen serve soprattutto a non scoprire in cima che l’auto, il treno o l’albergo si trovano dall’altro lato della montagna.

Stanserhorn: una funicolare storica e il tetto aperto della CabriO

Dal centro di Stans parte una funicolare del 1893 con carrozze in legno, che raggiunge Kälti in una decina di minuti. Qui si cambia sulla CabriO, una funivia a due piani. La cabina inferiore è chiusa; sul piano superiore si viaggia all’aperto, dietro una balaustra, con i cavi e il cielo sopra la testa.

La terrazza non è un obbligo né un posto da conquistare. In caso di vento, freddo o semplice scarso entusiasmo si può rimanere al coperto e avere comunque ampie finestre. Chi sale all’aperto deve considerare che la temperatura percepita cambia rapidamente mentre la cabina guadagna quota. Un berretto ben fermo è più utile del tentativo di tenere contemporaneamente telefono, occhiali e capelli.

In vetta si trovano un breve percorso panoramico e spazi di ristoro; l’intera salita da Stans richiede all’incirca 25 minuti, esclusa l’attesa. È l’esperienza più immediatamente insolita del gruppo, ma non bisogna confondere la terrazza aperta con un posto prenotabile: ogni passeggero decide sul momento se salire al piano superiore e l’accesso dipende dalla capienza e dalle condizioni.

Schilthorn: dal fondovalle ai 2.970 metri passando per Mürren

La salita allo Schilthorn parte da Stechelberg, nel fondovalle di Lauterbrunnen, e raggiunge prima Mürren, villaggio senza traffico automobilistico ordinario. Da lì il collegamento prosegue verso Birg e la cima, a 2.970 metri. Le cabine coprono dislivelli notevoli in pochi minuti e rendono visibile la struttura verticale della valle: prati e cascate in basso, pareti al centro, terreno roccioso alle quote superiori.

In cima, la terrazza di Piz Gloria guarda verso Eiger, Mönch e Jungfrau. A Birg si può interrompere la discesa per un altro punto panoramico; a Mürren conviene scendere e camminare tra la stazione, le case e il bordo del terrazzo su cui sorge il paese. Inserire una passeggiata nel villaggio o un tratto di sentiero evita che la giornata diventi una sequenza di porte automatiche.

È la scelta per chi vuole osservare la valle di Lauterbrunnen lungo tutta la sua altezza. Richiede però di controllare con attenzione l’ultima discesa e le singole tratte operative. Una variazione su un segmento può cambiare l’intera catena, soprattutto se si è aggiunta una camminata a Mürren.

Come scegliere senza pagare soltanto la quota

Per camminare dopo il treno, il Gornergrat offre le combinazioni più naturali. Per l’alta quota e il ghiacciaio, Jungfraujoch richiede il maggiore investimento e più attenzione alle reazioni del corpo. Pilatus e Rigi rendono il trasporto parte del racconto: il primo per l’ingegneria della cremagliera, la seconda per il rapporto tra battello, ferrovia e laghi. Stanserhorn punta sull’esperienza della cabina aperta; Schilthorn sulla successione verticale tra fondovalle, Mürren e cima.

In tutti i casi conviene verificare webcam, vento e corse, poi calcolare il tempo per una fermata intermedia. Prima di acquistare, è utile segnare sulla mappa il capolinea, la fermata in cui si vuole scendere e l’ultima corsa utile per rientrare.

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