Dove osservare le marmotte con i bambini senza disturbare la loro vita
Prima della marmotta, spesso arriva il fischio d’allarme. Il suono attraversa il prato, ma non indica una direzione da seguire: è il momento di fermarsi sul percorso, abbassare la voce e cercare con il binocolo. Una marmotta può continuare ad alimentarsi, rientrare nella tana o non comparire affatto. Con i bambini, la regola si può stabilire prima della partenza: i piedi restano dove è consentito passare; è lo sguardo a coprire la distanza.
I luoghi qui raccolti hanno due requisiti: una fonte ufficiale documenta la presenza della specie o una concreta possibilità di osservarla, e descrive un accesso verificabile. Questo non cambia il punto essenziale: nessun avvistamento è garantito. Itinerari, dislivelli e habitat sono dati abbastanza stabili; viabilità, navette, impianti e attività accompagnate devono invece essere controllati sui canali ufficiali prima di partire.
Qui si parla sempre di fauna libera. Chi preferisce spazi delimitati e percorsi educativi può confrontare i parchi faunistici delle Alpi adatti ai bambini: si tratta di un’altra esperienza, con regole e aspettative proprie.
Che cosa cercare prima dell’animale
sezioni pagina
Il Parco Nazionale Gran Paradiso colloca l’habitat soprattutto nella prateria alpina e subalpina. Sono importanti i pendii aperti, spesso esposti a sud, e un insieme di suolo, detriti e massi stabilizzati nel quale sia possibile costruire tane profonde. Per questo una distesa verde non vale l’altra: servono alimento, terreno adatto alle tane e visuale sufficiente per individuare un pericolo.
Scopri le migliori offerte per trascorrere una vacanza estiva nei migliori Chalet e Baite alpine delle Dolomiti, le migliori strutture immerse nel cuore delle Dolomiti dal tipico stile alpino
Dal sentiero si possono distinguere zone d’erba bassa, margini fra prato e pietraia e aperture nel terreno. Gli ingressi non sono oggetti da ispezionare: le tane si guardano da lontano, senza avvicinarsi né sostare sulla possibile via di rientro. Un compito semplice per un bambino è scegliere un settore del pendio e scandagliarlo lentamente, invece di spostarsi a ogni rumore. Prima può apparire una testa fra l’erba, poi un dorso in movimento; spesso non appare nulla.
Anche ciò che fa l’animale va descritto senza inventargli un carattere. Le ricerche del Parco correggono l’immagine della sentinella di professione: i diversi membri della colonia possono alternare alimentazione e vigilanza, alzando regolarmente la testa per controllare l’ambiente. Si può quindi annotare “mangiava”, “si è fermata”, “ha guardato attorno” o “è rientrata”. Dire che fosse curiosa, amichevole o desiderosa di farsi fotografare aggiungerebbe soltanto una storia umana.
Nivolet e Pra di Saènt: due osservazioni autonome, due impegni diversi
Il Parco indica gli altopiani del Nivolet fra le aree nelle quali la marmotta si osserva più facilmente, senza trasformare l’indicazione in una promessa. Un itinerario preciso parte dai Laghetti delle Losere, a 2.461 metri, e segue il sentiero 550 verso il Colle della Terra. Il tracciato completo è escursionistico: raggiunge quota 2.922 metri con 451 metri di dislivello e due ore di salita dichiarate dal Parco. È una scelta per famiglie già abituate a camminare in quota, non una passeggiata breve resa facile dalla possibile presenza degli animali.
La vecchia mulattiera attraversa pascoli e praterie e offre una linea chiara dalla quale osservare. Si procede sul sentiero 550 e ci si ferma dove il bordo permette di sostare senza intralciare; non si taglia il pendio verso un’apertura nel terreno. Se il percorso completo supera l’autonomia dei bambini, si torna indietro senza lasciare il tracciato per cercare altrove. La strada finale del Nivolet è stagionale e può essere regolata; la pagina ufficiale sugli accessi va letta quando si prepara la giornata.
In Val di Rabbi l’osservazione comincia più in basso, dal parcheggio Còler. Il sentiero SAT 106 sale verso Malga Stablasolo e prosegue fino a Malga Pra di Saènt; la scheda territoriale indica poco più di un’ora di cammino dal Còler. Esiste anche la variante delle Cascate di Saènt, che torna a unirsi al percorso principale. Fondo montano e salita richiedono calzature adatte, anche se la distanza è più contenuta di quella del Colle della Terra.
Prima del grande prato si incontra il Centro Visita Stablèt, dedicato alla vita della marmotta e dotato di pannelli e di un plastico della tana. È una sosta utile perché fornisce ai bambini riferimenti concreti da cercare fuori: dove finisce il bosco, quali parti del pendio offrono visuale, dove il terreno permette di scavare? Per struttura, questa giornata si avvicina ai sentieri tematici per bambini: il plastico e i pannelli preparano l’osservazione all’aperto, ma non sostituiscono l’attesa. Il Pra di Saènt è chiamato anche “Prato delle Marmotte”, ma gli animali restano liberi e possono trovarsi lontani dal sentiero. Apertura del centro, accesso al Còler e navetta sono informazioni da verificare sui canali della valle.
Ciampac: quando una guida insegna a distinguere
Al Ciampac, sopra Alba di Canazei, il gestore propone un’uscita con accompagnatori di media montagna lungo circa due chilometri di pendici frequentate dalle marmotte. Il ritrovo è alla stazione a monte del Ciampac, raggiunta con la cabinovia da Alba. La pagina dell’attività classifica la camminata come facile, precisa che non è adatta ai passeggini e sconsiglia i cani per non spaventare gli animali.
Qui il vantaggio non è arrivare più vicino. È avere accanto qualcuno che sappia distinguere una tana da una semplice cavità, collegare un richiamo a ciò che accade nel prato e separare un comportamento osservato da un’interpretazione. La passeggiata guidata del Ciampac è stagionale: disponibilità, prenotazione e funzionamento dell’impianto sono dati da verificare. Il calendario di una stagione passata non conferma che l’attività sia disponibile nel giorno scelto.
Valbiolo e Grossglockner: da un anello medio a dieci minuti a piedi
Dal Passo del Tonale, l’anello Tonale–Malga Valbiolo misura 7,5 chilometri con 351 metri di salita. Si parte presso la seggiovia Valbiolo, si passa dall’Ospizio San Bartolomeo e si prende il sentiero SAT 111 verso la malga. L’itinerario è classificato medio, richiede circa due ore e mezza e non è percorribile con passeggino. È quindi una meta per famiglie che camminano già, non una passeggiata senza impegno.
La scheda dell’itinerario segnala lungo le praterie tane e punti con possibilità di osservazione. Vicino alla malga si trova il Villaggio delle Marmotte, un percorso ludico-didattico con strutture in legno: non è un recinto e il nome non assicura che una marmotta compaia accanto ai giochi. La salita a piedi resta il riferimento più solido; stato della seggiovia, parcheggi e possibili lavori vanno controllati nella scheda aggiornata del Villaggio.
Sul Grossglockner l’avvicinamento pedonale può essere molto più breve. Sopra il parcheggio di Kaiser-Franz-Josefs-Höhe parte il sentiero panoramico per il Nationalpark Crystal Grossglockner: il gestore indica dieci minuti a piedi fino al punto di osservazione. Da lì si cercano con il binocolo marmotte, stambecchi e altri animali d’alta quota, senza aspettarsi un avvistamento sicuro. Il sentiero prosegue poi verso il Kaiser-Franz-Josef-Haus e il parcheggio dei pullman.
La brevità del tratto a piedi non rende l’animale più disponibile. Rende invece semplice scegliere una postazione predisposta e non abbandonarla per guadagnare pochi metri. La Grossglockner Hochalpenstrasse è un accesso stagionale: apertura, meteo, percorribilità e servizi vanno verificati prima della visita. Il gestore ricorda inoltre di non alimentare le marmotte.
Un solo codice di comportamento, valido per tutta la giornata
Una marmotta in superficie può alimentarsi, alzare periodicamente la testa, spostarsi nel prato o rientrare in tana. Il fischio segnala un allarme; non è utile imitarlo né camminare verso il punto da cui sembra provenire. Se l’avanzata del gruppo coincide con un’interruzione dell’alimentazione, un richiamo o una fuga verso la tana, ci si ferma e si prova ad aumentare la distanza. In assenza di certezza, arretrare è l’opzione meno invasiva.
Restare sui percorsi e sostare senza bloccare il passaggio.
Mai dare cibo, neppure vegetali o avanzi considerati innocui.
Parlare piano e disattivare i suoni di telefono e fotocamera; niente richiami per ottenere una reazione.
Tenere le distanze dalle tane: non affacciarsi, non infilare oggetti e non circondare un ingresso.
Controllare le regole locali sui cani; dove sono ammessi, il guinzaglio non è facoltativo.
Usare binocolo o teleobiettivo senza avanzare dopo ogni fotografia.
Per evitare interpretazioni fantasiose, un piccolo taccuino può avere tre colonne: “visto”, “dedotto”, “non sappiamo”. “Ha alzato la testa tre volte” appartiene alla prima; “stava controllando l’ambiente” è una deduzione coerente con il comportamento noto; “ci ha riconosciuti” non è verificabile. Il gioco funziona anche senza animale: si possono registrare il tipo di prato, la posizione delle pietraie, le aperture visibili dal sentiero e i rumori che hanno interrotto l’attesa.
Un fischio può arrivare da un punto che l’erba nasconde. Non si risponde e non si cerca una scorciatoia. Si sceglie un margine sicuro del percorso, si distribuiscono i settori da controllare e si aspetta senza occupare il prato. Se nessun animale emerge, si riprende l’itinerario previsto. Al fischio successivo, un bambino controlla la pietraia e un altro il margine dell’erba; nessuno lascia il sentiero.
Get Best Summer Deals
Get the best deals for mountain holidays in summer, in Hotel, Bed and Breakfast or Holiday Apartments
Voto Dove osservare le marmotte con i bambini senza disturbare la loro vita in estate
Anche se la montagna in estate ha un costo minore rispetto a quella invernale, alcune destinazioni potrebbero non essere alla portata di tutti. Spesso il focus si concentra sulle mete più famose e blasonate ma che proprio per questo costano molto di più. Ci sono tuttavia destinazioni turistiche di montagna che possono offrire lo stesso […]
In questo articolo abbiamo selezionato 5 località del Trentino Alto Adige che a nostro avviso sono ottime per le famiglie con bambini. I criteri scelti sono diversi ed alcuni si basano sulla nostra esperienza, ecco quali sono secondo noi gli aspetti da valutare: Hotel per Famiglie: ovvero la presenza di Hotel specializzati ad accogliere famiglie […]
Esiste il paradiso nel paradiso? certamente e l’esempio chiaro sono i posti più belli da visitare sulle Dolomiti. Tutte le vallate e le vette delle Dolomiti sono un vero e proprio angolo di paradiso ma qui si trovano delle piccole oasi che regalano paesaggi da cartolina e luoghi da sogno. In questa pagina troverete una […]
Sabato 18 agosto 2012 abbiamo deciso di ripercorre la “strada delle 52 gallerie”, un sentiero escursionistico che porta fino al sommità del Monte Pasubio e lo costeggia lungo quello che un tempo era un camminamento di guerra realizzato dall’esercito italiano per portare armi e rifornimenti verso la cima del Pasubio senza essere esposti al fuoco […]
La montagna in estate è da sempre il rifugio ideale per fuggire dal caldo torrido delle città, non c’è niente di meglio di un riposino all’ombra del bosco cullati dall’aria fresca. Le Alpi offrono centinaia di località dove trovare rifugio dal caldo infernale anche a poca distanza dalle grandi città, ma quando l’anticiclone africano investe […]