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Val Duron
La Val Duron si apre alle spalle di Campitello di Fassa, paese ladino raccolto nel punto in cui questa valle laterale confluisce nella Val di Fassa, la valle dolomitica trentina percorsa dal torrente Avisio. Dal centro di Campitello si sale verso le ultime case, poi l'asfalto lascia posto alla forestale e il bosco chiude per un tratto la vista sulle montagne. I grandi prati che identificano la Val Duron nelle fotografie compaiono più in alto, poco prima del Rifugio Micheluzzi.
Dalla parte alta di Campitello c'è un solo accesso alla Val Duron, che cambia aspetto lungo il cammino. Nella prima parte si guadagna quota fra gli alberi; quando il bosco si dirada, la strada entra in un fondovalle ampio, attraversato dal torrente e punteggiato di baite. Il Rifugio Micheluzzi, struttura di ristoro e pernottamento situata all'inizio dei pascoli, si trova proprio nel punto di passaggio fra questi due ambienti.
Appena la vista si apre, sui lati della valle si fronteggiano montagne nate da storie geologiche molto diverse. A est si alza il Catinaccio, gruppo dolomitico dalle pareti chiare; a ovest domina il Sassopiatto, la grande montagna del gruppo del Sassolungo riconoscibile per il lungo dorso inclinato. La forestale attraversa i prati accanto al Ruf de Duron, nome ladino del torrente Duron, mentre sui pendii affiorano rocce che raccontano anche l'origine vulcanica di una parte della valle.
Si può raggiungere il Micheluzzi e fermarsi al rifugio, continuare con calma nel tratto aperto oppure dirigersi verso mete di alta montagna. Chi parte a piedi concentra gran parte dell'impegno prima del rifugio e trova poi un terreno più regolare fra i pascoli. Per spingersi verso la testata servono tempo, energie e un itinerario già preparato per la meta scelta.
La salita da Campitello
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Dalla piazza e dalle vie centrali di Campitello bisogna raggiungere Strèda de Salin, la strada nella parte alta del paese dalla quale comincia la forestale per il Micheluzzi. Le auto private si fermano a Campitello. Sulla sterrata possono transitare i mezzi autorizzati del servizio taxi e, per alcuni tratti, le mountain bike, mentre chi sale a piedi dispone di un fondo largo e ben riconoscibile.
La larghezza della strada può dare un'impressione ingannevole osservando una mappa o una fotografia: il tracciato prende quota con decisione dentro il bosco e richiede di dosare il passo. Per il percorso a piedi Campitello di Fassa-Rifugio Micheluzzi lungo la forestale, il gestore del rifugio indica 3,9km, circa 1 ora e 30 minuti e 420m di dislivello. Questi valori riguardano la sola andata dalla parte alta del paese al rifugio e terminano al Micheluzzi.
Per quasi tutta la salita da Campitello, la forestale rimane all'ombra del bosco fra conifere e cembri. Questi ultimi sono alberi di alta quota dal portamento robusto, mentre le aperture fra i tronchi lasciano intravedere il paese sempre più in basso. Quando si sente arrivare un mezzo autorizzato conviene tenere il lato della strada, soprattutto nelle curve; la stessa attenzione serve con le biciclette in discesa. La forestale rimane un percorso condiviso, anche se il traffico automobilistico ordinario è assente.
Chi preferisce riservare le energie ai prati può utilizzare il servizio taxi stagionale con pulmini che collega Strèda de Salin al Rifugio Micheluzzi. Periodo di attività, corse e condizioni cambiano durante l'estate e vanno controllati sulla pagina aggiornata della navetta Val Duron poco prima della partenza. Il servizio dichiara la possibilità di caricare un numero limitato di passeggini sul mezzo; una volta scesi, fondo, pendenze e condizioni della strada richiedono una valutazione specifica da parte di chi li utilizza.
Salendo a piedi da Strèda de Salin si attraversano uno dopo l'altro il margine del paese, il bosco e l'inizio dei prati. Con il pulmino si arriva direttamente al Micheluzzi e si conserva più tempo per percorrere il fondovalle. Chi pensa di affidarsi al servizio deve controllarne l'operatività e le corse disponibili prima di partire.
Quando il bosco si apre
Poco prima del Micheluzzi, dopo la parte più chiusa della forestale, gli alberi si diradano e la valle si allarga. La strada raggiunge un ripiano di prati attraversato dall'acqua, mentre il rifugio occupa una posizione aperta, con lo sguardo che corre lungo il fondovalle e risale sui versanti del Catinaccio e del Sassopiatto.
Dal rifugio in avanti cambia anche il passo della giornata, perché la strada prosegue fra pascoli e baite con un andamento più regolare rispetto alla salita da Campitello. C'è spazio per camminare, fermarsi lungo il tracciato e osservare i due lati della valle; il torrente resta vicino per lunghi tratti e le zone umide interrompono il verde uniforme dei prati con salici bassi e terreni intrisi d'acqua.
Il Micheluzzi accoglie sia chi ha affrontato la forestale a piedi sia chi è salito con il taxi. Quando è operativo offre ristoro e pernottamento; apertura, cucina e disponibilità delle camere vanno verificate direttamente. Oltre l'edificio la strada continua fra i prati, si avvicina al torrente e lascia alle spalle il tratto più ripido della salita.
Camminando senza fretta si incontrano baite distribuite lungo la strada e sui margini dei pascoli, a distanza l'una dall'altra. Lo sguardo segue il torrente verso la testata ancora lontana, con i rilievi che accompagnano entrambi i lati del fondovalle. Nelle giornate frequentate passano famiglie, escursionisti diretti più in alto, ciclisti e pulmini autorizzati, tutti lungo la stessa forestale.
Prati, acqua e rocce della Val Duron
La Val Duron è una Zona Speciale di Conservazione, riconoscimento europeo assegnato alle aree importanti per la tutela di habitat e specie. Lungo il Ruf de Duron crescono fasce di salici e si formano piccole torbiere, ambienti umidi nei quali l'acqua rimane a lungo nel suolo.
Prati e zone umide continuano verso la testata e sono collegati al grande sistema di torbiere dell'Alpe di Siusi, vasto altopiano altoatesino posto oltre la testata della valle. Restare sulla forestale e sui tracciati già presenti evita di entrare nei terreni più bagnati, dove il passaggio ripetuto lascia segni evidenti. Dal bordo della strada si osservano bene le curve del torrente e i cambi di vegetazione lungo l'acqua.
Il contrasto fra i due versanti appare anche nelle rocce, perché nella Val Duron affiorano dolomia e basalti. Sui terreni di origine vulcanica si sviluppano praterie ricche, mentre vicino alle pareti dolomitiche prevalgono erbe e piante adatte agli ambienti rocciosi. Più in basso il bosco di conifere risale i pendii e segna il tratto percorso durante la salita da Campitello.
I Frati sono l'elemento più curioso di questo paesaggio geologico: pinnacoli tozzi e arrotondati di origine vulcanica, con profili assai diversi dalle pareti dolomitiche vicine. Si riconoscono sul versante per le sagome massicce, quasi raccolte in gruppo. La loro presenza rende visibile il contrasto fra il nucleo vulcanico della valle e le grandi montagne chiare che la delimitano.
Proseguendo nel tratto aperto si incontra Baita Lino Brach, punto di ristoro collocato oltre il Rifugio Micheluzzi. La baita offre una seconda possibilità di sosta quando è in attività; giorni e modalità di apertura vanno controllati presso la struttura. Fra il Micheluzzi e la baita si può trascorrere buona parte della giornata seguendo la strada, osservando il torrente e scegliendo una pausa con vista sui pascoli.
Anche nel tratto aperto la forestale rimane condivisa da escursionisti, biciclette e taxi diretti al Micheluzzi. Sui rettilinei i mezzi si vedono arrivare con anticipo; presso curve, baite e accessi ai pascoli è utile camminare senza occupare tutta la carreggiata.
La testata e il Passo Duron
Oltre la zona delle baite la Val Duron continua verso la propria testata, dove i versanti si avvicinano e la strada sale al Passo Duron, valico che collega la valle con l'Alpe di Siusi. Le torbiere dell'altopiano proseguono verso sud proprio attraverso gli ambienti umidi della Val Duron.
Distanza, tempo e dislivello della forestale da Campitello hanno come arrivo il Rifugio Micheluzzi. Il Passo Duron si trova più avanti e richiede una propria preparazione, basata su condizioni, allenamento e informazioni aggiornate per quell'itinerario. Chi desidera passare qualche ora nei prati può scegliere liberamente un punto di rientro nel fondovalle, lasciando il valico a una giornata pensata per raggiungerlo.
Traversate, anelli e percorsi in mountain bike utilizzano la Val Duron come parte di itinerari più estesi. La continuità della strada invita a proseguire, però ogni meta successiva cambia la durata e l'impegno complessivo. Prima di lasciare il settore del Micheluzzi e delle baite è quindi opportuno avere già scelto il percorso, con cartografia e indicazioni riferite esattamente alla destinazione prevista.
Nel gruppo del Catinaccio si trova anche il Lago d'Antermoia, lago dolomitico in quota circondato dalla roccia. È una meta escursionistica diversa dalla forestale per il Micheluzzi e si presta a un'altra giornata durante il soggiorno in Val di Fassa. Le due esperienze mostrano ambienti complementari: da una parte il fondovalle pascolivo della Val Duron, dall'altra un bacino di alta montagna.
Organizzare la giornata
Campitello è raggiunto anche dalla linea extraurbana 101, che collega i paesi della Val di Fassa. Calendario e orari seguono la programmazione stagionale di Trentino Trasporti e vanno verificati nelle informazioni aggiornate sul servizio in Val di Fassa. Dalla fermata si attraversa il paese in direzione della parte alta, fino a Strèda de Salin e all'inizio della forestale.
Prima di partire è utile verificare nello stesso momento il taxi e l'apertura dei due punti di ristoro. In questo modo la scelta fra salita completa e pulmino si basa sul servizio effettivamente disponibile, mentre acqua e cibo possono essere organizzati anche nel caso in cui una struttura sia chiusa. Le informazioni pubblicate molto tempo prima, comprese quelle trovate in vecchi resoconti, possono riferirsi a calendari ormai superati.
Per famiglie e gruppi con livelli di allenamento diversi, il dato più utile è il dislivello della salita fino al Micheluzzi. Il pulmino evita quel tratto e deposita i passeggeri all'inizio dei pascoli; il percorso successivo resta una strada sterrata di montagna condivisa con altri utenti. Ognuno può così scegliere quanto avanzare nel fondovalle e conservare energie sufficienti per il rientro.
Per il Passo Duron e per qualsiasi itinerario che prosegua oltre il Micheluzzi e il fondovalle servono preparazione e informazioni specifiche, raccolte prima di mettersi in cammino. Tempi e dislivelli di quelle escursioni dipendono dalla meta scelta e vanno cercati nelle relative schede di percorso.
Dove dormire
Campitello di Fassa è la base più comoda per dedicare una giornata alla Val Duron. Dal paese si raggiunge direttamente Strèda de Salin, si può controllare sul posto l'operatività del taxi e si parte a piedi senza trasferimenti fra località diverse. Pernottare qui permette anche di scegliere la modalità di salita in base alle energie del mattino e al servizio disponibile.
Gli altri paesi della Val di Fassa offrono più possibilità a chi vuole alternare la Val Duron ad altre escursioni e visite. La linea che percorre la valle collega Campitello con le località vicine, mentre chi usa l'auto deve comunque fermarsi in paese prima dell'accesso alla forestale. Conviene quindi valutare l'alloggio in base all'intero programma della vacanza e riservare una giornata completa a questa valle.
Quando è aperto e dispone di camere, il Rifugio Micheluzzi consente infine di dormire all'inizio dei pascoli. La prenotazione e una verifica diretta dei servizi sono indispensabili. Al mattino ci si trova già davanti al tratto aperto della Val Duron, con le baite lungo la strada, il Ruf de Duron nei prati e il Catinaccio e il Sassopiatto sui due lati della valle.
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