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5 Torri
Le 5 Torri sono le vette Dolomiti iconiche che si trovano nel territorio di Cortina d’Ampezzo. Sembrano un vero e proprio monumento incastonato tra la terra ed il cielo.
Osservate da lontano, le torri sembrano formare un unico castello di roccia; avvicinandosi, il profilo si divide in pareti, lame, canaloni e grandi blocchi separati. Sono costituite da Dolomia Principale ben stratificata. Faglie verticali, erosione e ripetuti cicli di gelo e disgelo hanno allargato le fratture e modellato l’architettura che oggi emerge dai prati.
Le 5 Torri si possono ammirare salendo con gli impianti di risalita che portano fino al Rifugio Scoiattoli, da qui iniziano diverse escursioni che portano a punti panoramici tra i più affascinanti delle Dolomiti.
Il gruppo sorge nel territorio di Cortina d’Ampezzo, fra la conca ampezzana, il Passo Falzarego e il Passo Giau. Nell’area del Rifugio Scoiattoli le Cinque Torri occupano il primo piano; tutt’intorno si riconoscono le Tofane, l’Averau, il Nuvolau e i Lastoi de Formin. La visita alterna così il panorama aperto all’osservazione ravvicinata della roccia e delle opere della Grande Guerra.
La facilità della salita meccanica lascia molta libertà nell’organizzare la visita. C’è chi dedica alcune ore al panorama e alle trincee, chi scende fino a Bai de Dones attraversando il bosco, chi parte dal fondovalle a piedi e chi usa le torri come passaggio verso Averau o Nuvolau. Prima di partire conviene scegliere quale giornata si desidera: tempi, dislivelli e orari di rientro cambiano parecchio da un itinerario all’altro.
Come arrivare alle Cinque Torri nell’estate 2026
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L’accesso più diretto è Bai de Dones, lungo la strada che collega Cortina al Passo Falzarego. Da qui la seggiovia sale da 1889m slm a 2255m slm e termina accanto al Rifugio Scoiattoli. Per l’estate 2026 l’apertura è programmata dal 6 giugno all’11 ottobre, dalle 9 alle 17, con ultima salita e ultima discesa alle 17. Neve e condizioni meteorologiche possono modificare il servizio, specialmente all’inizio e alla fine della stagione: gli orari aggiornati della seggiovia permettono di controllare la situazione poco prima della partenza.
Le tariffe intere per un adulto pubblicate per l’estate 2026 cambiano in agosto. La sola andata costa 20,50 euro fuori agosto e 22,50 euro in agosto; andata e ritorno costano 27,50 e 30 euro. Riduzioni e categorie diverse vanno controllate nel tariffario della stagione. Anche gli importi adulti sono dati stagionali e dovranno essere ricontrollati per visite successive al 2026.
Un accesso diverso parte da Cianzopè e conduce verso il Rifugio Cinque Torri senza passare da Bai de Dones. Nel 2026 la strada Cianzopè-Rifugio Cinque Torri è chiusa al traffico privato dal 6 giugno al 20 settembre; eventuali variazioni per meteo o sicurezza vengono pubblicate negli avvisi delle Regole d’Ampezzo. Per il mese di agosto, il Rifugio Cinque Torri dichiara una navetta dalla sbarra di Cianzopè, dalle 9 alle 17.30, senza prenotazione e al costo di 10 euro per persona e per tratta. Poiché si tratta di informazioni stagionali, è opportuno riconfermarle al gestore prima della visita.
Chi parte da Cortina senza auto può organizzare andata e ritorno con la Linea 52 di Dolomiti Bus. L’orario estivo 2026, valido dall’8 giugno al 9 settembre, comprende fermate a richiesta a Cianzopè, Cinque Torri e Cinque Torri Piazzale. Le corse non si susseguono continuamente durante la giornata, perciò conviene scegliere il viaggio di ritorno insieme a quello di andata. Bai de Dones rimane il punto di partenza della seggiovia e della salita a piedi.
Il giro delle Cinque Torri e le escursioni più lunghe
Con la salita in seggiovia, il Giro delle 5 Torri unisce in una sola traversata il Rifugio Scoiattoli, il museo all’aperto, il Rifugio Cinque Torri e la discesa nel bosco. Il tracciato termina al lago di Bai de Dones dopo 4,7 chilometri e circa due ore di cammino, con 67 metri di salita e 446 metri di discesa.
Le circa due ore indicate coprono il solo cammino. La visita delle trincee, la lettura dei pannelli e una sosta in rifugio richiedono altro tempo e vanno aggiunte al programma della giornata. La partenza in quota presso il Rifugio Scoiattoli spiega il profilo quasi interamente in discesa; chi acquista la sola andata deve prevedere l’intero rientro a piedi fino a Bai de Dones.
Per conoscere la montagna fin dal bosco, si può salire a piedi da Bai de Dones. L’andata conduce al Rifugio Cinque Torri e il ritorno segue lo stesso tracciato: in tutto sono 5,6 chilometri, circa due ore e un quarto e 302 metri di salita e discesa. La quota massima è 2137m slm. Museo, Rifugio Scoiattoli e altre deviazioni si aggiungono a questi tempi, perciò vanno inseriti nel programma fin dall’inizio.
Il Giro dell’Averau completo parte a piedi da Baita Bai de Dones, raggiunge nell’ordine i rifugi Cinque Torri, Scoiattoli, Averau e Nuvolau e torna alla baita passando per la trincea nord. Richiede circa 4-5 ore fra andata e ritorno e indica 686 metri di dislivello totale; una volta rientrati allo Scoiattoli, l’ultimo tratto verso Bai de Dones può essere compiuto a piedi oppure in seggiovia. La gita dal Passo Giau al Rifugio Nuvolau e ritorno è un itinerario diverso: parte e termina al passo, non usa la seggiovia delle Cinque Torri, è classificata per escursionisti esperti, misura 9,8 chilometri, richiede circa cinque ore e presenta 612 metri di salita e discesa.
Il museo all’aperto della Grande Guerra
Il territorio nei dintorni è stato anche teatro della Grande Guerra e proprio ai piedi delle 5 Torri si trovano le trincee ricostruite, oggi luogo di interesse storico e meta di tour alla scoperta della prima guerra mondiale.
Fra le rocce delle Cinque Torri, trincee, camminamenti e ricostruzioni della postazione italiana permettono di seguire sul terreno le tracce della Prima guerra mondiale. Il museo all’aperto non è chiuso dentro un edificio e non impone a tutti lo stesso percorso o la stessa durata.
Dal Rifugio Scoiattoli bastano circa cinque minuti a piedi per raggiungere il museo all’aperto. I quattro percorsi hanno durate molto diverse: M5a richiede indicativamente 20 minuti, M5b circa 30 minuti, mentre M5c e M5d richiedono circa due ore ciascuno. La scelta può quindi cadere su una trincea breve oppure su uno dei giri più estesi. L’ingresso è gratuito e i pannelli sono in italiano, tedesco e inglese.
Quando, dal 24 maggio 1915, le torri divennero un caposaldo italiano, la posizione elevata consentiva di osservare il territorio e di coordinare comando, artiglieria e servizi distribuiti sul terreno. Camminando fra le opere, le spiegazioni dei pannelli aiutano a capire perché la postazione occupasse proprio questo punto e come fossero collegati i diversi settori.
Cosa fare alle Cinque Torri con i bambini
Con i bambini la visita può essere divisa in una successione di mete riconoscibili: la salita in seggiovia, il Rifugio Scoiattoli, le torri, un tratto delle trincee, il Rifugio Cinque Torri e, scegliendo la discesa completa, il lago di Bai de Dones. Nei camminamenti si possono leggere insieme i pannelli e osservare come erano costruite le postazioni. Il terreno rimane quello di un percorso di montagna, quindi la scelta fra un ramo breve del museo, il ritorno verso l’impianto e la discesa nel bosco va fatta considerando fondo, meteo e tempo rimasto.
Il percorso dal Rifugio Scoiattoli a Bai de Dones è chiamato Giro dei tre rifugi da 5torri.it, che lo descrive come facile e adatto ai bambini. Per una famiglia le soste al museo e ai rifugi si aggiungono al tempo di cammino, perciò vanno considerate prima di imboccare la discesa verso il bosco. L’indicazione non comprende le estensioni verso Averau o Nuvolau.
Rifugi, panorami e fotografia
A Bai de Dones si trovano la stazione inferiore della seggiovia e l’inizio della salita a piedi. Il Rifugio Scoiattoli, a 2255m slm, coincide invece con l’arrivo dell’impianto: è il punto più immediato per osservare le torri nel loro insieme e per entrare nel museo. Chi percorre il giro completo incontra poi il Rifugio Cinque Torri, meta della salita da Bai de Dones e punto di passaggio prima della discesa.
Proseguendo oltre le torri, il Rifugio Averau appartiene alla giornata del Giro dell’Averau, mentre il Rifugio Nuvolau è la meta dell’itinerario per esperti con partenza e ritorno al Passo Giau. Questi ruoli aiutano a distinguere una sosta lungo il giro breve da un’escursione autonoma; apertura, ristorazione e disponibilità per la notte si controllano direttamente con le singole strutture.
Dormendo a Cortina si può dedicare una giornata alle Cinque Torri e riservare il Passo Giau o il Lagazuoi ad altre escursioni, senza sommare percorsi e tempi diversi. Chi preferisce trascorrere la notte in quota può rivolgersi al Rifugio Cinque Torri, al Rifugio Scoiattoli o al Rifugio Averau, verificando direttamente periodo di apertura e disponibilità.
Dal Rifugio Scoiattoli, dove le Cinque Torri occupano il primo piano del panorama, il cammino prosegue nel museo e verso il versante meridionale mostrando allineamenti diversi con le Tofane, l’Averau, il Nuvolau e i Lastoi de Formin, mentre più in basso si apre la conca di Cortina. La fotografia può così seguire il percorso, invece di dipendere da un solo belvedere.
Poiché alba e tramonto cadono normalmente fuori dagli orari della seggiovia, per fotografarli bisogna pernottare in quota oppure organizzare salita e rientro a piedi in modo indipendente dall’impianto. Dal Rifugio Scoiattoli si osserva il gruppo nel suo insieme; lungo il museo l’attenzione passa alle singole pareti e al terreno della postazione italiana.
Arrampicare alle Cinque Torri
Alle Cinque Torri si arrampica su oltre 200 tiri, con difficoltà comprese fra il grado 3 e l’8b. Vie classiche e moderne attraversano pareti, spigoli, tetti e cenge molto diversi fra loro. Ogni itinerario richiede competenze tecniche, attrezzatura adeguata e una valutazione autonoma rispetto alla normale visita a piedi.
Alcune vie classiche non sono interamente attrezzate e possono richiedere materiale alpinistico. La palestra di roccia è molto frequentata e sotto le pareti esiste il rischio di caduta sassi, per il quale viene raccomandato il casco. Servono esperienza tecnica, scelta corretta dell’itinerario e valutazione delle condizioni; chi percorre i sentieri può osservare le cordate evitando la base delle vie e le zone esposte alla caduta di materiale.
Rientrare allo Scoiattoli oppure scendere a Bai de Dones
Terminata la visita al museo, il giro completo prosegue verso il Rifugio Cinque Torri. Da qui il sentiero segue inizialmente la strada, entra nel bosco e scende fino al lago di Bai de Dones; dalla riva bastano pochi minuti per tornare alla baita e alla stazione inferiore della seggiovia. Questo rientro termina a valle e non richiede di risalire allo Scoiattoli.
Chi vuole scendere con la seggiovia deve invece tornare al Rifugio Scoiattoli e arrivare mentre l’impianto è ancora in servizio. I due rientri sono quindi alternativi: uno continua nel bosco fino a Bai de Dones, l’altro recupera quota verso lo Scoiattoli. Anche la visita breve si svolge in quota, oltre i duemila metri: servono scarpe da montagna, abbigliamento adatto e un controllo del meteo e dell’impianto prima di salire. Nei periodi di maggiore affluenza va inoltre lasciato margine per parcheggio, impianto, sentieri e rifugi, senza fare affidamento su presunte fasce tranquille.
Le indicazioni su strada e parcheggio riguardano l’accesso alla visita e non costituiscono un permesso per il pernottamento. Chi viaggia con tenda o camper può orientarsi sulle strutture elencate dalla directory turistica di Cortina: Camping Dolomiti, International Camping Olympia, Camping Rocchetta e Camping Cortina. Apertura e disponibilità si controllano direttamente prima del viaggio, senza dedurre dalle regole della sosta diurna ciò che è consentito durante la notte.
Da lontano le Cinque Torri sembrano un solo monumento; sul sentiero si separano in pareti, corridoi rocciosi e opere militari. Il passaggio dalla sagoma complessiva al terreno osservato da vicino distingue la visita dalla semplice sosta panoramica, anche quando si dispone soltanto di alcune ore.
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