Valle d’Aosta: le vallate di montagna più belle da visitare in autunno per il Foliage

Valle d’Aosta: le vallate di montagna più belle da visitare in autunno per il Foliage

Fall Foliage, Leaf Peeping o Momijigari: sono tanti i termini che si utilizzano in tutto il mondo per descrivere la passione per il foliage autunnale, quando cioè le fronde di alberi come ciliegi, aceri, faggi e betulle mutano aspetto, con il fogliame che si colora di arancio, rosso oppure giallo dorato.

I paesaggi si trasformano in lande fiabesche tutte da ammirare e non solo: pare infatti che il foliage doni molti benefici sia al fisico che alla mente, come ad esempio l’eiminazione dello stress, il miglioramento dell’umore e quello delle funzioni cardiovascolari.

In Italia ci sono moltissimi luoghi dove poter godere della bellezza del foliage e la Valle d’Aosta è una di quelle regioni che offre scorci paesaggistici che in autunno mostrano il loro volto più bello e romantico: qui infatti sorgono moltissime aree naturalistiche come il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Parco naturale del Mont Avic e il la Riserva naturale del Mont Mars.
Dalla Val di Gressoney alla Val d’Ayas fino alla Valtournenche, ci sono castelli, borghi e laghetti montani che sono letteralmente circondati da boschi e foreste lussureggianti dal fogliame autunnale.

Le valli valdostane più belle da visitare in autunno:

Val d’Ayas

La Val d’Ayas è una valle della Val d’Aosta che si stende ai piedi del Monte Rosa e custodisce uno dei luoghi più belli dove il foliage raggiunge il suo apice nella regione: si tratta della Riserva Naturale del Lago di Villa nel territorio di Challand Saint Victor, all’interno della quale sorge anche il pittoresco Castello di Villa, antica dimora del X secolo di proprietà dei signori di Challant. Lo specchio lacustre della riserva è di origine glaciale ed è alimentato da una sorgente sotterranea: in autunno i boschi di profumati pini silvestri che circondano il lago assumono una colorazione rosseggiante e gialla, riflettendosi nelle acque e regalando ai visitatori una visione bucolica magnifica.

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A introdurre la Riserva Naturale del Lago di Villa c’è una scultura in legno raffigurante una trota, parte di altre opere di land-art proprie del museo a cielo aperto Challand Art, dove è facile riconoscere grandi installazioni lignee ad esempio a forma di matite o fiori.

Vi si arriva da Col d’Arlaz, a sua volta raggiungibile attraverso il percorso Ru d’Arlaz che permette all’escursionista di camminare tra i castagni dalle chiome aranciate, con il rumore in sottofondo della Cascata d’Arlaz.

Si narra che l’acqua sgorghi accarezzando una roccia che celerebbe una porta segreta che porterebbe al vitello d’oro, ma solo la notte di Natale: questa leggenda non fa che rendere ancora più affascinante questo luogo e ci sono molte panchine dove rilassarsi e riposarsi mentre si contempla la natura e le vette Mont Nery, Punta Champlong e Dame di Challand.

L’escursione porta al punto panoramico di Col d’Arlaz, dal quale si può ammirare la sottostante Val d’Ayas colorata di sfumature autunnali.

Da non perdere anche il Col de Joux, dove si trova una splendida foresta mista composta da ciliegi selvatici dalle fronde ramate e da conifere che, con il loro verde brillante, creano un contrasto cromatico davvero piacevole da guardare: la foresta di Col de Joux si trova precisamente tra Saint Vincent e Brusson.
Da Verrès, località situata proprio alle porte della Val d’Ayas, si può raggiungere l’arboreto di Borna di Laou, il cui nome significa letteralmente “il luogo del lupo”: si cammina tra castagni, nespoli, ciliegi e frassino, tutte piante autoctone che in autunno cambiano colore e che, grazie a cartelli didattici, è possibile conoscere meglio sotto tutti i punti di vista.

Anche il Castello di Verrès appare ancora più bello e fiabesco in autunno, costruito su uno sperone roccioso circondato dalla vegetazione solcata dal corso del fiume Evançon: è noto come il “castello monoblocco”, austero all’esterno e all’interno, dove tutto è essenziale tranne qualche decoro in pietra verde e bianca. Nella nebbia che spesso avvolge in castello in autunno, la leggenda del fantasma di Bianca Maria di Challant sembra quasi prendere vita: si racconta che lo spirito della donna si aggiri per le camere della fortezza in cerca di giovani visitatori da ammaliare, proprio come pare facesse in vita, prima di essere scoperta dal marito e per questo decapitata.

Valle di Gressoney

Per godersi tutto ciò che la stagione autunnale ha da offrire in Valle d’Aosta, non si può non raggiungere la Valle di Gressoney, nota anche come Valle del Lys e visitare la Riserva Naturale del Mont Mars nel comune di Fontainemore: si tratta di un ambiente montano di grande importanza e si stende tra i 1675 m. e i 2600 m. di altezza. A caratterizzare questa riserva, che occupa la parte di un vallone, sono praterie, zone umide, pascoli e soprattutto boschi, dove calpestare le scricchiolanti foglie secche cadute sul sottobosco e scorgere l’azzurro di due laghi: il Lac de Barme e il Lei Long. Da queste due specchi lacustri il paesaggio incanta, con le cime aranciate e dorate degli alberi che li circondano specchiandosi in essi e, sullo sfondo, le cime innevate del Plan Coumarial.

Per raggiungere questi due laghi si può organizzare un’escursione che parte dalla piccola frazione di Pillaz e camminare sul segnavia n.2: si entra nel bosco e si imbocca il Vallone del Vargno, per poi costeggiare il torrentello Pacoulla.

Oltrepassati tornanti, un ponticello in legno e gli alpeggi di Mattà a 1677 m. di altezza, il sentiero si fa più ordinato e lastricato: all’ombra di larici, abeti rossi e pini cembri, si entra nel cuore della Riserva Naturale del Mont Mars, con vista dall’alto sul Lago di Vargno. Dopo un ultimo tratto del percorso di origine glaciale costituito essenzialmente da pietraie, si arriva alla conca occupata dai laghi Lè di Barma e Lè Lounc a più di 200 m. di altezza.

Restando nella Valle di Gressoney, partendo da Lillianes si può raggiungere Fontainemore attraversando lo spettacolare alpeggio di Coumarial: da questo stesso alpeggio è possibile raggiungere una splendida faggeta, considerata una delle più incantevole di tutta la Valle d’Aosta, per arrivare a Fontainemore, borgo della Valle di Greessoney letteralmente circondato da boschi. Le fronde degli alberi autunnali fanno da cornice in particolare al ponte medioevale che, con la sua unica campata alta 22 m., sovrasta il corso del fiume Lys, ricreando un angolo paesaggistico che sembra quasi essere uscito da un dipinto.

Volendo si può proseguire l’escursione alla volta del villaggio di Chemp, famoso per le opere “Anime di Chem” dell’artista Pino Bettoni: si scende poi verso il pittoresco Santuario di Notre Dame de la Garde nel territorio di Perloz e si attraversano boschi di latifoglie e soprattutto i vigneti terrazzati del paese di Donnas, dal quale passa ancora oggi un tratto della via romana delle Gallie costruita nel I a.C..

Non si può raggiungere questa località vitivinicola e non fermarsi in una delle cantine locali per degustare il Vallée d’Aoste Donnas DOC, accomunato da molti addirittura al Barolo ma in versione montana.

La Valle d’Aosta è terra di castelli e non si contano i manieri da fiaba celati in questa bellissima regione: tra questi non si può non citare il Castel Savoia situato a Gressoney Saint-Jean.

È una trappa imperdibile soprattutto in autunno, quando gli alberi che formano la pineta che lo circondano lo rendono ancora più fiabesco, con il monumentale ghiacciaio del Lyskamm a suggellare il tutto.

Raggiungibile percorrendo una strada che si snoda all’ombra di alti abeti, il Castel Savoia accoglie i visitatori con il suo stile tipicamente sabaudo, tra tanti di torri neogotiche. Costruito nel 1904, mostra all’interno decori di finissima fattura, come la decauville che collega la sala da pranzo alle cucine distaccate, l’elegante scalone in rovere opera del Dellera e una meridiana del 1922, senza dimenticare l’interessantissimo giardino botanico dedicato a tutte le specie alpine della Valle di Gressoney.

La Val di Cogne: un gioiello tutto da scoprire

Quella di Cogne è una delle valli laterali della regione e rientra nel bacino idrografico della Dora Baltea: gran parte del suo territorio è occupato dal meraviglioso Parco del Gran Paradiso e un viaggio in questa valle significa immergersi nella natura più lussureggiante, dove i boschi la fanno da padrone, con abeti, pini e larici che ammantano i versanti montani fino a quote che sfiorano i 220 m. di altezza. Il prato di Sant’Orso, uno dei simboli della cittadina di Cogne, regala una vista unica sul Gran Paradiso, che compare in una cornice a V costituita ai lati da versanti boscosi che in autunno regalano una straordinaria tavolozza di colori fiammeggianti.

Un paesaggio altrettanto spettacolare è quello offerto dallo Stagno di Les Fontaines a Epinel, graziosa frazione di Cogne famosa anche per l’alto campanile costruito in onore dei Santi Sébastien e Fabien, ma anche per l’antica casaforte di Trambel risalente al 1198. Lo Stagno di Les Fontaines si raggiunge dal centro di Epinel attraverso un sentiero di appena 3,7 km che attraversa un tratto di foresta: si costeggia il torrente Eyvia attraversando zone umide, una steppa punteggiata di specie di piante alpine e macchie boscose.

Vistando al Valle di Cogne in autunno si ha l’opportunità di partecipare a tradizioni montane espressione del folclore locale, come ad esempio la Festa de Lo Pan Ner, dedicata ai pani delle Alpi. In questa occasione a Cogne (come però accade anche in altri borghi valdostani) viene riattivato il forno pubblico, dal quale vengono sfornati i pani neri di segale. In passato questi forni venivano utilizzati solo una volta all’anno per la durata di un mese: così tutti potevano preparare e fare scorta di questo particolare pane che veniva mangiato anche con il latte, con il vino oppure messo nel brodo.

Imperdibile è poi la Devétéya, ovvero la transumanza (chiamata anche Desarpa) che porta decine di mucche, imbellettate con corone di fiori alpini, ad attraversare le vie di Cogne: provengono dagli alpeggi e sono dirette nelle stalle per trascorrere l’inverno, con i loro grossi campanacci che si odono anche a chilometri di distanza.

Valtournenche in autunno

Anche la stretta Valtournenche si stende ai piedi del massiccio montuoso del Gran Paradiso e si mostra più selvaggia rispetto ad altre valli: in quello che era l’antico territorio di cacca dei Savoia, non mancano i sentieri che si addentrano nei boschi che in autunno mostrano il loro aspetto più romantico, con la possibilità anche di avvistare stambecchi, camosci, ermellini e persino aquile.

Alle porte della Valtournenche, tra il torrente Marmore e la Dora Baltea, si trova il borgo di Châtillon, nel cui territorio è possibile visitare il lussureggiante Parco del Castello d’Entreves: questo possente maniero è circondato da un elegante giardino rinascimentale, a sua volta incorniciato da monumentali aceri che nella stagione autunnali mostrano fronde rosseggianti. Da non perdere anche il parco del Castello Gamba, dove, tra imponenti alberi monumentali, si contano all’incirca 150 tra aceri e faggi.

Tra le passeggiate più consigliate c’è anche quella che da Torgnon porta ad Antey St.André, dove non mancano i larici e le latifoglie che regalano uno dei foliage più spettacolari di tutta la valle. Ad Antey St.Andrè sorge anche il Parco Avventura La Borna Dou Djou, dove grandi e piccini potranno divertirsi tra la palestra di arrampicata e percorsi sospesi tra gli alberi.

Altrettanto spettacolare è il percorso che da Torgnon, borgo sito all’ombra del Vallone di Chavacour, porta al Santuario di Saint Evance, dal quale si gode di una vista splendida sulla sottostante Valtournenche: il sentierò è punteggiato da boschi di larici, abeti e pini silvestri, mentre il sottobosco profuma di rododendri, uva ursina e ginepri.

Da non perdere il foliage che colora i boschi di conifere che si incontrano camminando alla volta della conca di Cheneil: si arriva partendo dal villaggio di Cheneil, in un percorso che permette all’escursionista di incontrare il Santuario di Clavalitè a 2530 m. di altezza, dietro al quale svetta la mole del monte Cervino.

In Valtournenche ci sono molti altri percorsi da fare per godersi il foliage, come ad esempio la passeggiata che collega Chamois a La Magdelein, un villaggio situato ai piedi del piccolo Lago di Lod e dominato da una cornice boscosa interrotta dagli alpeggi dove si produce la fontina.

Chi vuole ammirare il tipico paesaggio autunnale della Valtournenche da una prospettiva assolutamente originale ed esclusiva, non deve fare altro che raggiungere il Col Pilaz a 1975 m. di altezza: qui si trova infatti una Panchina Gigante, la n. 125 tra tutte quelle che fanno parte del Big Bench Community Project e la prima costruita nella regione Val d’Aosta. Accanto a questa curiosa installazione si trova anche un’area pic-nic e una fontanella.

Valle di Champorcher

Tra le più belle valli laterali della Val d’Aosta c’è la Valle di Champorcher, attraversata dal fiume Ayasse: la sua parte più alta rientra nel bellissimo Parco Naturale del Monte Avic, il quale custodisce la più vasta foresta di pini uncinati di tutta la regione valdostana, oltre ovviamente a vedere la presenza di faggi, larici, pini silvestri.

Il foliage in questo angolo della Valle di Champorcher è davvero straordinario e il luogo migliore per ammirarlo è il Parco Faunistico del Mont Avic in località Champdepraz: qui non solo ci si ritrova nel cuore della foresta, ma si possono incontrare anche animali provenienti dal locale centro di recupero, come ad esempio marmotte, caprioli, scoiattoli rossi e ovviamente stambecchi.

Il Parco Naturale del Mont Avic è attraversato da innumerevoli sentieri, tra i quali il n.10, che si insinua nel cuore di fitti boschi fino a raggiungere il Lago Muffè, nelle cui acque si specchiano gli alberi di larice e qualche baita, con vista bellissima sulla sottostante Valle di Champorcher.

Nel parco naturale si trovano poi le praterie di Dondena, dove le conifere si colorano di giallo e l’aria tersa e frizzante dell’autunno regala un’esperienza sensoriale tutta da provare: questa conca era molto amata da re Vittorio Emanuele II di Savoia, il quale fece infatti costruire qui una residenza di caccia, raggiungibile attraverso la Strada Reale fatta costruire sempre dal sovrano sabaudo. In località Echelly c’è una pietra con un’incisione che ricorda questo illustre legame tra i Savoia e Donena.

Durante una visita in autunno nella Valle di Champorcher, si consiglia anche di raggiungere i boschi aranciati della Valle dell’Alleigne e i castagneti che circondano Pontboset, incantevole borgo medioevale caratterizzato dalla presenza di ben sei ponti di pietra, costruiti nel XVII secolo in stile romanico. Tra i più belli ci sono il Ponte di Bozet, quello a schiena d’asino a 3 Arcate e il Ponte di Vaseras che solca il torrente Manda.

L’autunno nelle altre valli della Val d’Aosta

Un’altra valle da visitare durante una vacanza in Valle d’Aosta in autunno è la Valpelline, affacciata a sua volta sulla Valle del Gran San Bernardo, all’ombra del Grand Combin. Qui il foliage si fa apprezzare in quei boschi che circondano specchi lacustri come il lago di Place Moulin, situato a 2000 m. di altezza: è un lago artificiale nato nel 1965 con la costruzione di quella che è considerata una delle più alte dighe d’Europa.

Non c’è niente di meglio che godersi il panorama offerto dai larici che punteggiano le sponde del lago color turchese, percorrendo il sentiero che lo costeggia, raggiungendo magari il poco distante villaggio di Prarayer oppure fermandosi al Rifugio. La stessa strada per raggiungere il Place Moulin è incantevole, passeggiando tra boschi, prati e cascate e passando per i ruderi di un vecchio rascard e la Cappella di Lo-Noailloz intitolata al Sacro Cuore di Gesù.

Uno scenario simile si ritrova a 1555 m. di altezza, dove sorge il Lago Lexert, dove il quadro naturalistico è impreziosito dalle vette che vegliano sul lago, ossia il Colle Crête Sèche, la Dent d’Hermes, il Ghiacciaio Tza de Tzan e la Becca de Luseney.

Nel cuore della Valpelline si trova la Tornalla di Oyace e la passeggiata per raggiungerla è molto piacevole da fare in autunno: risale al 1187, è a pianta ottagonale e la leggenda narra che sia stata costruita addirittura dai saraceni arrivati nella Valpelline nel lontano 1000 d.C..

Nella valle centrale della regione, a due passi dal capoluogo Aosta, si trovano altri due luoghi perfetti per ammirare il foliage autunnale: l’arboretum Abbé P.L.Vescoz, ossia l’orto botanico più antico della Val d’Aosta e il Parque d’Euntrebeun, nella località di Entrebin.

Questa piccola riserva custodisce più di 200 specie di alberi di castagno, di olmi e di frassini, oltre a pioppi, cedri, pini silvestri e pini neri, betulle, noci e querce: un vero paradiso bucolico dove godere dei benefici del foliage sul corpo e sulla psiche.

Spostandosi nel cuore della Valdigne, è possibile anche godere di altre tipologie di giovamento, ovvero quelle termali presso la località di Pré Saint-Didier: sorge alle falde dell’Orrido di Verney e ospita anche il Parco Avventura Mont Blanc dove, pini alti fino a 20 m., fanno da contorno a percorsi sospesi fatti di liane, ponti tirolesi e ponti tibetani.

Nella Val Ferret si può invece passeggiare lungo quelle che in inverno si trasformano in piste di sci di fondo, tra sempreverdi e alberi dalle foglie larghe.

Nella stessa valle si trova poi il Lago d’Arpy, nelle cui limpide acque si specchia il Monte Bianco: sorge in una conca incastonata tra la Becca Pougnenta e il monte Charvel, con il Monte della Croce e le Grandes Jorasses sullo sfondo. Raggiungere questo lago significa percorrere un meraviglioso percorso sul sentiero n.15 immerso tra gli abeti e i larici dalle foglie gialle, arancio e rosse: lo stesso lago è circondato da larici, per un foliage straordinario tutto da apprezzare.

Al limitare della Val Ferret si trova la famosa località turistica di Courmayeur e il suo lussureggiante Parco Abbè J.M.Henry, dove la varietà degli alberi che mutano la chioma in autunno è notevole, tra pampinellifolia, prugnolo, ligustro, biancospino e anche un abete monumentale.

Da non perdere anche il Bosco di Artalle, nel cuore della Valle di Rhêmes, famoso per i larici monumentali: in quest’area se ne contano almeno 41 secolari e protetti come veri e propri monumenti naturali.

Chi ama i castelli, non può esimersi dal visitarli anche nel corso della stagione autunnale, che non fa altro che renderli ancora più suggestivi e misteriosi di quello che già sono in realtà. Nel cuore della Valle della Dora Baltea si trova l’iconico Forte di Bard, costruito su un grosso sperone roccioso a picco sulla sottostante gola dove si trova il bellissimo borgo di Bard. Un sentiero panoramico, da preferire agli ascensori se si vuole godere pienamente del foliage, permettono di raggiungere questo forte ottocentesco costruito a più livelli. Oggi il Forte di Bard ospita il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere, un Museo delle Alpi e altre aree espositive dedicate all’alpinismo e ai visitatori più piccoli.

Nella Val Clavalité, tra il Vallone di Champdepraz e la Val di Cogne, si trova invece il Castello di Fénis, sito all’ombra della maestosa Punta Tersiva, montagna alta 3513 m. di altezza. A differenza di altre fortezze costruite in luoghi ameni e quasi inaccessibili, questo castello è stato costruito su un semplice poggio circondato da prati verdeggianti punteggiati da alberi che, in autunno, regalano un contrasto cromatico davvero piacevole alla vista.

In autunno la sera fa presto capolino, l’aria è più fredda e visitare il Castello di Fénis diventa molto emozionante per chi crede alla vecchia leggenda che narra dello spirito di un bambino che infesterebbe le sue aule: si narra che il fanciullo sia stato prima ucciso dalla sua perfida matrigna, poi imbalsamato e celato proprio tra le mura del castello.

Abbandonando le tristi leggende, nel borgo di Fénis, proprio nel mese di ottobre, si svolge la Festa della Castagna, con tante caldarroste da degustare all’aria aperta, in una cornice paesaggistica tra le più incantevoli della Valle d’Aosta.

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