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Colle del Gran San Bernardo
Negli ultimi tornanti sopra Saint-Rhémy-en-Bosses, l'ultimo comune valdostano prima del confine, la strada lascia i prati della valle ed entra in una conca di rocce chiare. Il piccolo lago, alcuni edifici in pietra e il grande Ospizio del Gran San Bernardo, la casa religiosa che da secoli accoglie chi attraversa il valico, compaiono a poca distanza l'uno dall'altro. A 2472m slm, il Colle del Gran San Bernardo è insieme un passo delle Alpi, una frontiera e un luogo al quale vale la pena dedicare diverse ore.
La strada panoramica conduce in una conca dove si passa dall'Italia alla Svizzera a piedi, fra il lago, i resti della via romana sul versante valdostano e la chiesa con il museo dell'Ospizio sul lato svizzero. In estate, quando le condizioni lo consentono, arrivano anche i cani San Bernardo allevati dalla Fondation Barry, la fondazione svizzera che cura questa razza. Quasi tutto dipende dalla stagione, perciò viabilità, autobus e aperture vanno controllati prima di partire.
Tra Italia e Svizzera
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Il colle si apre nelle Alpi Pennine, il settore delle Alpi occidentali compreso fra la Valle d'Aosta e il Canton Vallese, nella Svizzera sud-occidentale. Dal lato italiano si risale la Valle del Gran San Bernardo, la valle che parte da Aosta, capoluogo regionale, e conduce a Saint-Rhémy-en-Bosses; oltre la sella, la strada scende nella Val d'Entremont, la valle vallesana che attraversa Bourg-Saint-Pierre, comune svizzero dell'area dell'Ospizio, e raggiunge Orsières, centro collegato alla rete ferroviaria del Vallese.
Saint-Rhémy-en-Bosses rimane sotto il colle, sul versante valdostano: è il paese di riferimento per la salita italiana, distinto dagli edifici e dalle fermate che si trovano in quota. Per un alloggio, un autobus o le condizioni della strada bisogna quindi cercare il luogo esatto, perché i servizi del paese e quelli della conca non coincidono.
La linea di frontiera attraversa il Lago del Gran San Bernardo, il piccolo specchio d'acqua della conca, e prosegue fra gli edifici. Il passaggio da uno Stato all'altro è discreto, e proprio per questo conviene avere con sé un documento valido per l'espatrio. L'Ospizio e il suo museo sono in Svizzera; la strada d'arrivo italiana, l'area archeologica e l'Albergo Italia, struttura ricettiva stagionale affacciata sulla conca, si trovano sul lato valdostano.
Colle e traforo
La strada del colle e il Traforo del Gran San Bernardo portano entrambi verso la Svizzera lungo percorsi diversi. La prima sale all'aperto fino alla sella, attraversa il paesaggio che si viene a visitare e chiude durante la lunga stagione della neve. Il traforo è una galleria a pedaggio con imbocchi più bassi, aperta al traffico nel 1964, con un proprio bollettino del traffico e proprie tariffe.
Impostando soltanto Gran San Bernardo sul navigatore si rischia di essere indirizzati all'imbocco del tunnel anziché alla strada panoramica. Per raggiungere lago e Ospizio occorre selezionare il Colle del Gran San Bernardo, verificare che la strada alta sia transitabile e seguire i cartelli per il passo. Se è chiusa, resta il passaggio a pedaggio del traforo per raggiungere la Svizzera, ma la conca sommitale non è accessibile da lì.
Durante l'estate la situazione dei due percorsi può cambiare in modo indipendente: la pagina ufficiale del Colle del Gran San Bernardo riporta le indicazioni stagionali per la strada alta, mentre stato, eventuali limitazioni e tariffe del traforo vanno verificati con il gestore.

Come arrivare
In autobus da Aosta
Aosta è il punto di partenza più pratico per salire senza auto dal versante italiano. La linea Arriva 422 percorre la Valle del Gran San Bernardo e, nel periodo previsto dal servizio estivo, alcune corse vengono prolungate fino al colle. Date, fermate e frequenze cambiano nel corso dell'anno: prima di organizzare la giornata bisogna consultare l'orario vigente della linea 422, controllando con particolare attenzione la corsa di ritorno.
Dal finestrino si osserva con calma il passaggio dai paesi della valle agli ultimi tornanti, senza dover cercare posto in quota. Il servizio fino al colle resta però stagionale; quando una corsa termina a Saint-Rhémy-en-Bosses, resta da organizzare separatamente la salita alla conca.
In autobus da Orsières
Sul versante svizzero la linea TMR/Mont-Bus 12.210 parte da Orsières, sale attraverso Bourg-Saint-Pierre e, quando è attivo il servizio estivo, raggiunge la fermata dell'Ospizio. Nell'orario ufficiale della linea 12.210 si possono verificare calendario e coincidenze per la data scelta.
Arrivare da un versante e ripartire dall'altro può sembrare semplice osservando la carta, ma richiede coincidenze compatibili fra due reti e due Paesi. Per una visita senza fretta è più prudente programmare andata e ritorno sullo stesso lato, oppure preparare in anticipo l'intero viaggio fra i due versanti.
In auto
Dal lato valdostano si segue la SS27, la strada statale che da Aosta risale la Valle del Gran San Bernardo. Sopra Saint-Rhémy-en-Bosses la carreggiata diretta al traforo si separa dalla strada che continua all'aperto verso il colle, perciò al bivio occorre seguire i cartelli per il passo. Prima di imboccare la salita finale conviene controllare apertura, meteo ed eventuali chiusure o limitazioni.
Sul versante svizzero la salita comincia a Bourg-Saint-Pierre e percorre la Val d'Entremont fino alla conca del colle. Curve, pendenze e condizioni possono cambiare rapidamente con pioggia, nebbia o neve residua; camper, moto e biciclette richiedono valutazioni proprie sul percorso e sulle condizioni del giorno.

Il lago e il confine
Le rive rocciose del Lago del Gran San Bernardo si raggiungono in pochi minuti dagli edifici e offrono il modo più immediato per prendere le misure del luogo: l'Ospizio domina il lato svizzero, mentre la strada italiana arriva accanto alle strutture del versante valdostano. Camminando lungo l'acqua si passa da uno Stato all'altro quasi senza accorgersene.
Per muoversi fra lago, edifici e resti archeologici servono comunque scarpe adatte a un fondo di montagna. Tratti irregolari, terreno bagnato e neve rimasta ai margini possono presentarsi anche quando la strada è già aperta, e il vento rende spesso più fresco il tempo trascorso all'esterno. Chi viaggia con bambini piccoli o con esigenze di mobilità specifiche dovrebbe valutare le condizioni presenti, senza affidarsi alla sola vicinanza fra i luoghi.
Fra il giro vicino al lago, l'Ospizio e il museo, una sosta rapida difficilmente basta. Chiesa e collezioni richiedono un tempo diverso dalla passeggiata e diventano particolarmente piacevoli quando le nubi coprono le montagne o il vento rende scomodo fermarsi sulla riva.
L'Ospizio
L'Ospizio del Gran San Bernardo sorge sul lato svizzero ed è una casa religiosa, oltre che uno dei riferimenti storici del passaggio alpino. Fu fondato intorno al 1050 per offrire riparo e assistenza a pellegrini e viandanti, in un luogo dove il maltempo poteva rendere pericoloso il viaggio. La funzione di accoglienza continua ancora oggi: gli ambienti appartengono a una comunità viva e si visitano rispettandone tempi e attività.
All'interno si trovano la chiesa, il tesoro e il museo, che raccoglie materiali archeologici, oggetti legati alla storia dell'Ospizio e testimonianze dell'ambiente d'alta quota. Aperture e modalità di visita cambiano durante l'anno e vanno controllate sul sito dell'Ospizio, insieme alle informazioni per il soggiorno. Accanto alla casa religiosa opera in estate l'Auberge de l'Hospice, un albergo distinto dall'ospitalità comunitaria e dotato di proprie condizioni di prenotazione.
Museo e cani San Bernardo
I cani che portano il nome del valico sono legati all'Ospizio dalla seconda metà del Seicento, quando compaiono le prime testimonianze documentate della loro presenza. La storia della razza al Gran San Bernardo comincia dunque molti secoli dopo il passaggio romano.
Oggi l'allevamento è affidato alla Fondation Barry, che durante la bella stagione porta alcuni San Bernardo al colle. La presenza dei cani, l'accesso al canile e la visita collegata al museo dipendono dall'apertura della strada e dal calendario pubblicato dalla fondazione. Chi viaggia con bambini e conta di incontrarli dovrebbe controllare il programma prima della salita.
Il Plan de Jupiter
Il Plan de Jupiter è il pianoro archeologico sul lato valdostano, vicino agli ultimi tornanti della strada italiana. In epoca romana il valico era chiamato Summus Poeninus, nome latino legato alle Alpi Pennine, e costituiva una via di passaggio fra i due versanti. La roccia conserva ancora un tratto della carreggiata antica, mentre sul pianoro affiorano le fondazioni degli edifici che assistevano il transito.
Fra le strutture riconosciute dagli archeologi vi erano due mansiones, stazioni romane con spazi di sosta e ricovero per i viaggiatori, e un piccolo luogo di culto dedicato a Giove Pennino, la divinità associata al valico. Delle costruzioni emergono soprattutto le fondazioni, proprio accanto alla strada attuale e lungo lo stesso corridoio usato per attraversare le Alpi.
Mercanti, militari e viandanti cercavano qui un varco attraverso le Alpi; nei secoli medievali l'Ospizio diede una sede stabile all'accoglienza di chi affrontava la montagna. Dal 1964 il traforo offre un attraversamento più basso, mentre la strada stagionale continua a raggiungere i luoghi storici della conca.
La Via Francigena
La Via Francigena è lo storico itinerario di pellegrinaggio che entra in Valle d'Aosta dal Gran San Bernardo e prosegue verso Roma. Echevennoz, meta della prima tappa valdostana in discesa, è una frazione di Etroubles, borgo della Valle del Gran San Bernardo situato sotto il colle.
La tappa valdostana della Via Francigena dal Colle del Gran San Bernardo a Echevennoz misura 14,9 km e la scheda ufficiale indica 3 ore e 55 minuti di cammino in discesa. Si tratta di un percorso lineare di sola andata, per il quale occorre organizzare il rientro oppure un pernottamento a valle; la scheda ufficiale Colle-Echevennoz raccoglie tracciato e indicazioni aggiornate.
Strada e cammino possono trovarsi in condizioni diverse: neve residua, acqua e lavori interessano il sentiero in modo indipendente dalla carreggiata, quindi la percorribilità va controllata per la data della partenza. Gli altri sentieri diretti alle cime e ai valichi intorno alla conca sono escursioni autonome e richiedono una pianificazione specifica.
Quando andare
La strada del colle è normalmente percorribile nella stagione estiva e LoveVDA indica, come riferimento orientativo, il periodo fra metà giugno e metà ottobre. L'apertura effettiva dipende dallo sgombero della neve, dal meteo e da eventuali chiusure sui due versanti; all'inizio e alla fine della stagione la verifica va fatta a ridosso della partenza. Anche le corse degli autobus, il museo, il canile e le strutture ricettive seguono calendari propri.
Anche in piena estate, una giornata mite nel fondovalle può lasciare spazio a vento, nubi e temperature molto più basse al colle. Nello zaino sono quindi utili uno strato caldo e una giacca impermeabile, insieme a calzature adatte ai tratti su roccia e terreno naturale; il documento valido per l'espatrio completa la preparazione, soprattutto se si visita l'Ospizio o si scende sul versante svizzero.
Quando il tempo è stabile, nella conca si alternano passeggiata, visita storica e sosta al lago senza accumulare molte ore di guida. Con meteo incerto conviene verificare prima gli spazi interni effettivamente aperti e conservare un margine per il rientro: la nebbia e un cambiamento della viabilità possono rallentare una giornata che sulla carta sembra semplice.
Dove dormire
Pernottare in quota lascia più tempo al lago e agli edifici e consente di iniziare la mattina già nella conca. Sul lato svizzero si può chiedere ospitalità all'Ospizio oppure prenotare l'Auberge de l'Hospice durante la sua stagione; sul lato valdostano l'Albergo Italia rappresenta l'opzione più vicina alla strada d'arrivo. Sono strutture diverse per carattere e servizio, tutte da contattare direttamente per apertura, disponibilità e condizioni.
Chi preferisce dormire più in basso trova sul versante italiano Saint-Rhémy-en-Bosses ed Etroubles, con accesso alla SS27 e ai collegamenti della valle. Bourg-Saint-Pierre è la base più vicina sul lato svizzero, mentre Orsières offre più connessioni con il resto del Vallese. La scelta migliore dipende dal versante dal quale si arriva e dal programma del giorno seguente, soprattutto quando si utilizzano autobus stagionali.
Per un viaggio valdostano più ampio, il colle si abbina bene a una tappa ad Aosta o nei paesi della sua valle. Chi prosegue verso il Monte Bianco può fermarsi anche a Courmayeur, località ai piedi del massiccio sul fondovalle occidentale, organizzandola come tappa separata rispetto alla visita del Gran San Bernardo.
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