Escursione Trekking del Cristo Pensante

Escursione Trekking del Cristo Pensante

Si sale sulla cima del monte Castellaz (italianizzato in Castellazzo) per tanti motivi: è un trekking abbastanza facile, alla portata di persone anche non troppo allenate; è un cammino immerso nella natura e nelle bellezze dolomitiche del parco naturale di Paneveggio e delle Pale di S. Martino; è un percorso spirituale, nel tempo e nella percezione dell’altro da sé, che si apre ai credenti di ogni religione e a chi sta facendo un proprio cammino interiore.

Passo dopo passo ciascuno ha la possibilità di cercare ciò che vuole; ognuno può ascoltare e trovare ciò che cerca. Personalmente vado su – e non è la prima volta – per provare il nuovo percorso ad anello realizzato recentemente; ho con me i bastoncini da Nordic Walking perché, nonostante tutto, il percorso a tratti è adatto a questa disciplina.

Salgo con amici e cominciamo il percorso dal parcheggio di passo Rolle. All’inizio seguiamo la strada sterrata che dal passo porta alla Baita Segantini, ma prima di arrivare a quest’ultima, superata già da un paio di tornanti la Capanna Cervino, giriamo ad un bivio (proprio sotto i pali della funivia) andando verso sinistra, verso il Castellaz che si erge proprio di fronte a noi. Alzando lo sguardo, tra le rocce grigie del monte, scorgiamo la croce… un puntino lassù, in cima, che ci farà quasi sempre da riferimento durante la salita. Il nuovo sentiero (contraddistinto da pietre segnaletiche colorate di bianco e azzurro e con la scritta +DF) si snoda sul versante sud del Castellaz obliquamente.

Attraversando un grande ghiaione visibile sin dalla nostra partenza; quindi, zigzagando sul versante ovest, arriviamo rapidamente in cima. Salendo da questo versante – un po’ più ripido, ma molto più breve – si passa dai colori che secondo me rappresentano meglio queste montagne: prima enormi prati verdi intensi nei quali i colori dei fiori (gialli, bianchi, blu violetto) ampliano il senso di natura già fortissimo in questo parco naturale, poi la roccia nuda, scaldata e illuminata da un timido raggio di sole.

fiori monte castellazzo

Prima di quest’ultimo tratto che mi porterà al cospetto del Cristo raccolgo qualche fiore in un piccolo mazzo: un’amica mi ha chiesto di depositarlo per lei ai piedi della statua. Ormai ci siamo… ultimi passi, ultimi tornantini a zig zag e siamo al piccolo pianoro con la grande croce di ferro e la statua del Cristo Pensante rivolta a ovest, verso il lago di Paneveggio. La vista è davvero splendida, l’occhio si perde quasi a 360° gradi e il tempo sembra quasi bloccarsi per qualche istante.
C’è sempre tanta gente quassù: chi arriva solo per vedere la grande croce e un’immagine così inusuale di Gesù Cristo; chi sale per portare una preghiera o un laico pensiero da scrivere nel libro di vetta; chi ancora si inginocchia a pregare e lasciare, tra statua e croce, un rosario e una memoria.

Sembra davvero di essere giunti in un luogo aperto allo spirito, oltre ogni religione e credo… o almeno io lo vivo così. Scendiamo quindi dal sentiero principale del Trekking del Cristo Pensante, quello che sin dalle origini ne è stato il “percorso ufficiale”.

Cristo Pensante Pale di San Martino e Croce Castelaz

Per la sua felice posizione, la cima del Castellaz è stata punto di osservazione dalle retrovie durante la prima fase della Grande Guerra e vi sono stati apprestati alcuni insediamenti militari imperiali, coordinati con la linea di fronte del Lagorai.
Le postazioni vennero conquistate, ma tenute per breve tempo, dagli italiani: ne troviamo una in cima, ai piedi del Cristo, e poi altre disseminate lungo il sentiero che facciamo in discesa.

Nell’ultimo tratto il pendio si fa più dolce e arriviamo nella parte nord del monte, in un rado bosco di larici: girandoci la cima del Castellaz ci appare molto più docile e perde quei tratti di alto castello roccioso che abbiamo visto salendo dall’altro versante.
Arriviamo quindi ad un bivio: andando dritti si arriva in maniera abbastanza veloce direttamente al Rifugio Capanna Cervino; seguendo il sentiero a sinistra, invece, si va alla Baita Segantini. Decidiamo di prendere il percorso un po’ più lungo e ci dirigiamo verso la Baita avendo davanti a noi ciò che resta del ghiacciaio Travignolo. È uno spettacolo unico e immenso e, quando le nuvole si scoprono, si affaccia alla nostra vista anche il Cimon della Pala in tutta la sua imponenza.

Cimon della Pala

In breve ci ritroviamo sul sentiero 710 e arriviamo al piccolo lago ai piedi della Baita Segantini. Ormai il più è fatto: da qui, dolcemente, la strada sterrata ci porta fin giù, passando prima dalla Capanna Cervino (dove una sosta è d’obbligo) e quindi (facendo tutti i tornanti o prendendo qualche scorciatoia) al passo Rolle dove ritroviamo le nostre macchine. Dal basso (il parcheggio sta a 1.984 m mentre la cima del monte Castellazzo è a 2.333 m) cerchiamo ancora di rintracciare la sagoma della croce; molte persone stanno salendo lungo il ghiaione e, per un attimo, idealmente, anche noi ripercorriamo i passi fatti oggi.

Sembra che il Cristo e la croce stiano lì da tempo immemore, mentre solo 6 anni sono passati dal giugno del 2009, quando un aereo dell’esercito italiano posava la statua in cima al monte, coronando il progetto di Pino Dellasega. Mi torna in mente una frase di un cestista americano, Derrick Rose: La parola impossibile è stata inventata da chi aveva troppa paura per provarci. Ecco cosa rappresenta per me questo luogo: la caparbietà di un uomo, la forza che possono avere i nostri sogni per diventare realtà.

Cristo Pensante

Dettagli escursione

Come arrivare: si raggiunge Passo Rolle con la SS50 del Rolle sia provenendo dalla Val di Fiemme (Predazzo) che dalla Val di Primiero – San Martino di Castrozza; arrivati al passo si deve scendere poco a valle sul versante Primiero (1.984 m) e parcheggiare presso l’ampio piazzale degli impianti che conducono alla Baita Segantini.

Note sul percorso: il trekking descritto parte dal parcheggio di passo Rolle ma per chi ha più difficoltà è possibile partire anche dalla Baita Segantini che è raggiungibile con il ‘bus navetta’ dal passo Rolle stesso. Per chi lo desidera si può anche effettuare l’escursione con un’andata e ritorno lungo il sentiero R01 dalla Baita Segantini.

Lunghezza: 9 km circa dal parcheggio di passo Rolle con un circuito ad anello.

Difficoltà: medio – facile.

Articolo Scritto da Alessandra Cazzola – Master Trainer SINW – immagini di Pino Dellasega per la rivista PREALPI Una Montagna di Sport.
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Voto Escursione Trekking del Cristo Pensante in estate

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